Il Corriere della Serva

La notizia più importante di oggi:

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(Va da sé che “sopperire” è verbo intransitivo).

 

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22 commenti to “Il Corriere della Serva”

  1. Fa quasi concorrenza alla rivelazione, che a suo tempo ha occupato un buon ottavo di pagina del Corriere, che Alba Parietti e Cristina Parodi sono quinte cugine (ossia parenti di dodicesimo grado). Non mi ricordo se lì ci fossero errori di gramamtica, perché tanto era sconvolgente la notizia che non poteva restare attenzione disponibile per i dettagli.

    • Già faccio fatica a accettare gli errori commessi da utenti “qualsiasi” di internet. Quando sono i giornalisti a commetterli mi vengono impulsi omicidi. Anche se, a ben vedere, non si tratterebbe di omicidio.

      • Considerando che chiunque abbia dai 66 anni in giù deve avere necessariamente frequentato la scuola media, certi livelli di semianalfabetismo sono davvero ingiustificati e ingiustificabili. Quanto ai tuoi impulsi, dato che coloro che non seguono virtute e canoscenza vivono notoriamente come bruti, direi che si tratterebbe di un bruticidio.

        • Sono sicuro che c’è un legame strettissimo fra il lassismo a scuola e non solo il declino del giornalismo, ma proprio il declino del Paese.

        • E d’altra parte, quando leggiamo pensose banalità pedagogiche (*) come queste, così riassumibili: non generalizziamo, la scuola italiana è bella e buona, e la multietnia è una ricchezza, bisognerebbe solo aumentare lo stipendio agli insegnanti: quando leggiamo cose così, sempre nello stesso sito, non possiamo che chiedere al volonteroso estensore: ma tu, i tuoi figli, in che scuola li mandi?

          (*) nel senso di educare il lettore, non gli studenti

      • Si tratterebbe di ciuchicidio. Ma se abbiamo evitato, oltre al topicidio, persino il ciuchicidio archetipico, perché abbassarsi con questi bardotti?

    • Non ci posso credere!!!

  2. Interessanti tra l’altro gli esempi che porta per dimostrare che lui conosce e frequenta “la scuola reale”.
    Non molto tempo fa il mio anestesista (peraltro molto più giovane di noi, di un’intera generazione), in una delle nostre consuete chiacchierate a margine delle infiltrazioni, osservava che dalla vecchia scuola, cattivissima, severissima, selettiva, punitiva, nozionistica, ingiusta ecc. ecc., sono usciti un Fermi, una Levi Montalcini, un Marconi, un Rubbia, uno Zichichi… da quella di oggi chi esce?

    • “Conosco abbastanza bene le scuole svizzere”, dice l’ineffabile giornalista. Decodificando: “io ho fatto le scuole in Svizzera, i miei figli fanno le scuole in Svizzera, ma non siamo privilegiati, perché i vostri figli godono dei vantaggi di una scuola multietnica”.
      Nel frattempo, alterco da cortile fra Michele Serra e vari intellò e Signorine desinistra. Michele Serra ha detto che la scuola è classista, e che i bulli non stanno al liceo. Le Signorine dicono che si sbaglia, ma non sanno spegare perché. Glielo spiego io: Michele Serra non sa di cosa parla, ma realizza confusamente quello che dicevo qualche commento più sopra: i figli dei ricchi e degli intellò non vanno nelle stesse scuole del popolo bue e degli immigrati. I figli dei ricchi e degli intellò hanno, è vero, compagni di scuola extracomunitari: ma sono americani, svizzeri, e magari pure africani, ma figli di diplomatici.

      • E’ il discorso che chi non ha le fette di prosciutto sugli occhi fa da sempre: hanno voluto fare la scuola non classista, non selettiva, non punitiva affinché anche il peggiore asino fancazzista arrivasse al “pezzo di carta”; risutlato: alla scuola pubblica a cui vanno i “figli del popolo” si ottiene il pezzo di carta che è, appunto, un pezzo di carta e vale un pezzo di carta, mentre i figli dei ricchi vanno alle scuole private, magari alle scuole inglesi o americane che si trovano a Roma e forse altrove per i figli dei diplomatici, dove si conseguono titoli di studio coi quali puoi entrare nelle migliori università e fare ottime carriere in qualunque ambito. Più scuola classista di così si muore.
        Mi viene in mente una rubrichetta tenuta, mi pare, da Luca Goldoni un anno che c’erano i mondiali di calcio: ogni giorno per commentare gli eventi del giorno prima costruiva dei dialoghi tra gli avventori del bar sport; fra questi c’era un etiope, e ogni volta che faceva intervenire lui, Goldoni precisava sempre, come una gag, che era l’unico che sapeva tutti i congiuntivi e tutto il resto, perché aveva frequentato le scuole italiane all’estero. Mi è tornata in mente quando ho cominciato a leggere Magdi Allam, che ha, indiscutibilmente, un italiano impeccabile.

      • Su questo urge il parere del sig. Train, che all’Asinara ha dimostrato che diverse specie, altro che razze, possono convivere, e che qualsiasi mammifero può insegnare ad altri e diversi mammiferi.
        Probabilmente ora, tornato ad Aciriposto, sta sperimentando l’interscambio dei ruoli fra ciuco e tonni.

  3. Chi si loda s’imbroda, caro Erasmo, autocitarsi non è certamente elegante, ma l’eleganza non fa parte del tuo stile e questo lo sanno persino le pietre.

    Comunque, rileggendo il tuo pezzo a mente fredda lontano delle inutili polemiche e dalle quotidiane provocazioni che mi riservavi a suo tempo per attaccarmi a testa bassa, lo trovo pieno di ovvietà (la scuola selezionava, ora non seleziona, il fancazzista ha il pezzo di carta, la formazione è mediocre etc..) ma come tutti i brani pieni di ovvietà, lo considero alquanto superficiale

    Credo che tu non conosca la realtà perché non conosci i problemi, altrimenti ti prenderebbero sul serio.

    La colpa non è solo dell’istituzione scolastica, ma è anche di chi ha governato dagli anni 90 in poi dandone le direttive, e poiché in un commento è impossibile spiegare i guasti e in particolare quei guasti voluti da chi ha concepito la scuola solo come una spesa per la comunità e che ha definito gli insegnanti fancazzisti, salvo poi ipocritamente scandalizzarsi della perdita di ruolo (la cronaca di questi giorni, il bullismo arrogante degli studenti, la totale protezione delle famiglie, basti leggere i recenti casi in cui familiari hanno alzato le mani ai docenti-e credo che per assurdo se tu fossi stato un genitore ed io il docente di tuo figlio/a lo avresti fatto- e tanti altri fatti di cui la cronaca è piena).

    Forse sarebbe meglio se tu conoscessi meglio come non funziona l’istituzione scolastica a partire dalla burocrazia con i suoi riti bizantini, probabilmente scriveresti qualche ovvietà in meno, approfondendo meglio il problema, invece di pontificare dall’alto scagliando sentenze su questioni che non conosci, perché vedi la punta dell’iceberg, ma non conosci quello che vi sta in profondità.

    Buona giornata

    JT

    P.S. Ti occupi del gossip del Corriere della Sera? Ormai chi li legge più questi quotidiani paludati.

    • Amico mio, vedo che come al solito non hai capito niente. La citazione, dopo sette anni, andava ovviamente sfrondata dal riferimento al tuo caso personale. Avevo pensato persino di specificarlo, ma poi mi sono detto: lo capirebbe anche un bambino.
      Comunque. Posso definirmi, per curriculum professionale, un esperto del settore dell’istruzione in Italia. In questa veste, non posso che sottoscrivere gli attacchi alla “burocrazia”, salvo che io la burocrazia non l’ho mai vista passare per la strada. Ho invece visto passare per la strada, specie dopo le 13,30 dei giorni feriali, tanti burocrati, persone in carne e ossa con un nome e un cognome, che io so per certo essere non solo fancazzisti ma anche incapaci, retribuiti al di sopra dei loro meriti e, soprattutto, senza responsabilità e senza nessuno che valuti il loro operato, premiandoli se fanno bene e licenziandoli se fanno male. Questi signori e signore dovrebbero erigere un monumento al signor Bassanini, che li ha gratificati con i soldi del contribuente senza chiedere niente in cambio. E questo dopo il 1990. Tuttavia, l’andazzo (se non la retribuzione) è partito dagli anni ’70.

    • Non avevo visto il Suo commento, sig. Train, e me ne scuso. Lo smartphone ha un campo visivo limitato. Posso commentare il Suo commento?
      Mi riconosca però il merito di averLa definita meandri sponte basilare per la discussione, essendo nota a tutti l’invidia che acceca*, oltre a rosicargli il fegato come un roditore, il malmostoso Erasmo.

  4. Interessante il commento di Sasha, qui

    • Mi scusi, non so quanto ex ex collega Erasmo, ma il commento del sig. Sasha non sarebbe neppure stato scritto se quel tal Sasha avesse letto la lucida e profonda analisi del sig. Train, traboccante di inconfutabili sillogismi e di qualche illuminante solite.
      Mi limito a confermare la più solida delle sue argomentazioni, pur in mancanza di prove e di corpi del reato: Lei certamente avrebbe, e probabilmente ha, alzato le mani a vari docenti, e se avesse potuto avrebbe fatto lo stesso con il sig. Train. Mal gliene sarebbe incolto perché le di lui fidanzate sarebbero intervenute e Lei le avrebbe prese di santa ragione.

      • Ex ex collega, la prego di non venire qui a parlare di signori Train e di fidanzate mulinanti. Questo è un blog serio, o almeno serioso.

        • Ahimè, Erasmo ha ragione, è un blog serioso: prima era la brutta copia del mio, ora quella di Malvino, peccato che il titolare del presente blog sia conosciuto per le imprese per cui si loda, ed è per questo che molti diffidano di questa svolta “malviniana.” (almeno lui mette nome e faccia, mentre tu, o mio buon Erasmo, non hai il coraggio di farlo; molto meglio fare il leone da tastiera, molto meglio utilizzare l’anonimato per criticare senza essere criticato, però non ti stupire che il tuo seguito e meno di zero).

          Per quel che riguarda i burocrati, hai ragione: è uno schifo: questi burocrati fancazzisti che escono alle 13.30, mentre i lavoratori come te sono impegnati tutto il santo dì per sostenere da contribuente, e quindi con i tuoi denari, questi fannulloni, ignoranti, incompetenti e incapaci.

          Sostengo la tua tesi, Erasmo, proporrei di farli uscire alle 19.00 senza pausa pranzo per la gioia degli studenti che invece di dedicare i pomeriggi allo studio, saranno contenti di fare lezioni pomeridiane e di studiare con l’ausilio di istitutori pagati dai contribuenti.

          E i tre mesi di vacanze dove li metti? Non è uno scandalo pagare con i soldi dei contribuenti questi ignobili parassiti?

        • Per delicatezza, avevo voluto prendere l’unico punto di concordanza (il tuo riferimento alla burocrazia) e svilupparlo, riferendomi chiaramente ai burocrati ministeriali. Tu però l’hai interpretato come un giudizio esteso anche alla tua categoria, e devo dire che ci hai preso, salvo che Bassanini vi ha trattato come carne da cannone, e forse, nella distorta logica che ha pervaso la sinistra post-togliattiana, ha fatto pure bene: gli insegnanti (non quelli universitari), infatti, si sono autoesclusi dall’élite, facendosi raccomandare in blocco dal sindacato anziché trovare vie familistiche individuali.

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