21 giugno 2018

Previsioni

Prima del 4 marzo, pensavo che i grillini diminuissero, a causa del distacco delle frange di destra e sinistra. Continuo a essere convinto che quello sia il loro destino a breve, e penso di avere sbagliato solo di qualche mese.

Penso anche che non si tratti di ragionamenti astratti, perché il governo non avrà vita lunga. Sulla strada del governo ci sono, in prospettiva, i litigi fra Lega e M5S, fomentati dai media, ma, soprattutto, resi inevitabili dal potere giudiziario. Ad esso nessuno pensa, ma fra non molto sarà protagonista, sia in forma attiva sia in forma passiva.

Finito il governo attuale, ci sono due alternative: governo M5S-PD (per il quale tutto l’establishment preme) oppure nuove elezioni. Secondo me, la prima alternativa è più difficile. Sarebbe, comunque, la peggior iattura. Se si va a nuove elezioni, invece, sono moderatamente fiducioso. Perché solo moderatamente? Perché resto in attesa di qualcuno che punti il dito sul primo, grande problema: la PA. Finora, nessuno ne ha veramente parlato. Un po’ come se un paziente avesse un tumore, e tutti si affannassero a curargli l’eczema, la nevralgia, l’unghia incarnita.

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19 giugno 2018

Prete al prete (dubbio lessicale)

Premetto che non ho mai nutrito molta stima per la signora Alessandra Mussolini. Ho sempre pensato che è ciò che ci si può aspettare dall’incrocio delle famiglie Mussolini e Scicolone. Ciò premesso, mi sono sentito al suo fianco sabato scorso. Su La7, alla mattina, c’è un talk show che a volte non riesco a evitare. Lì, fra gli altri, c’erano la Mussolini e un prete grasso come un maiale, mai visto prima. Credo che, terrorizzata da Salvini che potrebbe diminuirle le prebende, la Chiesa preferisca tenere un profilo basso, ancorché ingombrante.

Insomma: dopo un intervento della Mussolini sull’immigrazione, parte il prete grosso, esordendo così: “io non posso ascoltare queste bugie”. Al che, la Mussolini gli ha ribattuto: “prete, come ti permetti?”.

Lasciamo perdere il merito della questione: io sono andato in sollucchero perché per la prima volta ho sentito dare del prete al prete. Fateci caso: nessuno dice “prete” in faccia a chi lo è, e i cattolici tendono a non dirlo neanche quando l’interessato non è presente. La parola più frequente è l’ineffabile “sacerdote”. Allora: chi sa spiegarmi perché la parola “prete” è percepita come un insulto, più o meno come “puttana”?

18 giugno 2018

Declino

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Non è la prima volta che lo dico, ma il precoce declino di Antonio Polito è così triste che merita attenzione. Non che abbia mai meritato un Pulitzer, ma insomma, negli anni zero del secolo sembrava uno capace di analisi e aveva pure dato l’illusione, con la presa di posizione sul “riformismo”, di avere delle chance di  tipo politico.

Ma qui, il declino non è paragonabile a quello di un politico: questo è un declino, come dire, fisico. Prendiamo il recentissimo pezzo intitolato “Il buonismo è finito. Ma il cattivismo di Salvini è meglio?”. Polito deve avere, prima di tutto, considerato che l’articolo doveva obbedire alla linea cerchiobottista del Corriere. Cos’è il cerchiobottismo? E’ la regola secondo la quale l’apparenza di obiettività viene dal dare un colpo a sinistra e uno a destra, benché si stia perorando una e una sola delle due cause. L’idea di Polito era, ai suoi occhi, di cartesiana chiarezza: volendo affossare Salvini, si devono fare critiche anche al campo avverso.  A quel punto, l’illuminazione: un articolo che contrappone al “buonismo”, odiato da Salvini, qualcosa che sia il suo contrario…vediamo…qui ci vuole immaginazione…ecco! Il “cattivismo”.

E il povero Polito è partito lancia in resta, con un’articolessa che sarebbe ingeneroso commentare nel dettaglio. Piacerebbe però far notare all’ex-intelligente che “buonista” è definizione ironica, significando “ipocrita che si finge buono”, ossia: “cattivo”. Pertanto, il simmetrico neologismo “cattivista” non può che significare “buono”.

11 giugno 2018

Il Partito della Nazione

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Nell’editoriale di oggi, il sig.Panebianco parla apertamente della necessità di un nuovo partito: “Dalle ceneri di Forza Italia e del Pd dovrà nascere un nuovo raggruppamento capace di fare una seria e dura opposizione”. Ciò dopo che ci si sia liberati delle zavorre, rappresentate, rispettivamente, dalla “parte di Forza Italia desiderosa di entrare nell’orbita della Lega” e da “quei membri del Partito democratico che vorrebbero gettarsi nelle braccia dei 5Stelle”.

Quasi simultaneamente, il sig.Scalfari dice cose apparentemente diverse, ossia, dopo un patetico tentativo di assimilare Salvini a Mussolini, ci ammannisce un pistolotto non originalissimo sulla rifondazione del PD. Quello che però colpisce sono i tag in fondo all’articolo. Attenzione: “Governo Lega M5S Partito Democratico Giuseppe Conte Matteo Renzi”. Il fatto è che in tutto l’articolo non si parla MAI di Renzi.

Ci è ignoto chi abbia messo i tag, ma non ci è ignoto che il sig.Scalfari, a causa se non altro dell’età, è un sorvegliato speciale. Mettiamolo  in chiaro: i due più diffusi giornali italiani, che in sé e per sé non sono niente, ma rappresentano l’establishment, sono d’accordo che si debba formare un Partito della Nazione.

E forse, limitatamente a questa specifica opinione, non hanno torto.

 

1 giugno 2018

Aiuto!

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Roba che potrebbe benissimo cadere accidentalmente un anarchico dalla finestra di una questura.

1 giugno 2018

[…]

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Ci doveva essere un post sui media (in particolare Corriere e Repubblica), ma a che serve?

30 maggio 2018

Non si può mica piacere a tutti

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Niente, non riesco a essere simpatico a Mantellini. Lui mi mette in moderazione, ma io faccio screenshot.

29 maggio 2018

La notte dell’accoglienza

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29 maggio 2018

Forza, nonni!

Su WhatsApp circola questo:

Seguendo il link, si arriva sul sito “Progressi-L’Italia in movimento” che richiede firme di solidarietà. Grande successo, a quanto pare: “232.604 su 300.000 firme“, qualunque cosa ciò significhi.  Si tratta di “cittadine e cittadini, italiani ed europei, indignati“. [Avrei, a questo proposito, un appunto grammaticale. Non sarebbe stato meglio scrivere “cittadine e cittadini, italian* ed europe*, indignat*”?]

Transeat. Rimane l’apprezzamento, sincero, per il successo della raccolta di un numero così elevato di firme in poche ore. Il valore dell’exploit aumenta in considerazione dello sforzo richiesto a persone non più giovani nell’accostarsi a internet. Perché non credo di sbagliarmi ipotizzando che siano andate alla firma legioni di nonnette sessantottine e anziane tricoteuses ex-PCI, nonché dame di S.Vincenzo non proprio nel fiore degli anni.

E’ un vero peccato che, quando c’è la conta che conta, i buoni scendano sotto il 20%.

 

 

 

 

28 maggio 2018

Non va dimenticato

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Anche se il governo nascente è abortito (per mano di un cucchiaio d’oro) non va dimenticato quanto sopra.