Archive for febbraio, 2015

22 febbraio 2015

Riecco la Signorina Dego

Prima premessa: Secondo molti, nelle sonate per violino e pianoforte di Beethoven il piano ha ruolo paritario. Naturalmente non è vero: sono sonate per violino, con un accompagnamento che è più importante che in omologhe sonate di altri compositori.
Seconda premessa: secondo alcuni, l’unico violinista dall’intonazione perfetta fu Yehudi Menuhin, e neanche per tutta la vita, ma solo prima della nevrosi, che gli occorse piuttosto presto. Tutti gli altri, compreso il Menuhin maturo, hanno difetti di intonazione.
Necessarie premesse al commento sul concerto di Francesca Dego e di altra Francesca, nell’ambito del ciclo completo delle sonate di Beethoven all’Auditorium di Milano. Per doverosa decenza, non commenterò la prestazione della Francesca pianista. Dirò solo che tale prestazione è un’attenuante alle colpe della Dego, perché appoggiarsi su una parte pianistica del genere limita il rendimento di qualunque violinista.
Ciò posto, occorre riconoscere che l’iniziativa della Verdi (la società dell’Auditorium) appare in linea con la crisi finanziaria che la attraversa. La Dego non è all’altezza, e non ha neppure preparato con la dovuta attenzione e reverenza queste sonate. I difetti di intonazione sono palpabili (specie sulle prime due corde) e l’aridità espressiva è totale e totalizzante. Aggiungasi che permane quel difetto che sottolineavo nel primo post, ossia carenza di volume. Allora lo attribuivo al piccolo Guarneri, ma allora c’era l’orchestra. Qui c’era solo un pianoforte, sia pure pestato come da un fabbro ferraio. Molto male la Sonata n.6, meglio la n.8 nel finale virtuosistico (sappiamo che la Dego è veloce con l’archetto e le dita), a luci e ombre (queste ultime prevalenti) la n.10. Il bis paganiniano, di gran lunga la cosa migliore, confermava l’ipotesi che, con una adeguata preparazione, la Dego possa dare di più.
Il pubblico era scarsissimo, come si conviene a un evento del genere. La violinista, con corsa da gazzella, si presentava all’uscita per intercettare il pubblico, e autografare improbabili acquisti di un suo CD.

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5 febbraio 2015

Commozione

Ci sono momenti di intensa commozione, che chiamano al silenzio e al raccoglimento. Non commenterò, pertanto, la notizia seguente, presa da Televideo.

Papa fa donare 300 ombrelli dimenticati.
Papa Bergoglio ha fatto distribuire 300 ombrelli ai senzatetto che gravitano intorno al Vaticano e in altre zone della capitale.
Lo ha reso noto l’elemosiniere apostolico, mons. Konrad Krajewski, che ha gestito l’iniziativa per conto del Pontefice. Gli ombrelli utilizzati, ha aggiunto, sono quelli dimenticati dai turisti in visita ai musei vaticani.