Archive for maggio, 2017

27 maggio 2017

Sì, ho parlato veramente troppo

Approcciato da un senegalese munito di libretti:

Senegalese Io
Ciao
Perdi tempo
puoi più proficuamente
rivolgerti ad altri
Tu parli troppo
sei un pappagallo
Totale 7 parole Totale 8 parole
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23 maggio 2017

Lucio Fontana (2)

lucio-fontana-concetto-spaziale-attesa

16 maggio 2017

Le vite degli altri (2)

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I libri usati sono, credo, un business in netto calo, se mai fu prospero. Io continuo a essere attratto dalle sempre  più rare bancarelle, solo che, negli ultimi tempi, mi capita di trovarci un pezzo della mia biblioteca personale, e ciò non è piacevole. I libri hanno una connotazione temporale. Sono edizioni di classici usciti in un certo periodo, e libri appena usciti negli stessi anni. Libri comprati, e libri solo guardati sugli scaffali della libreria. Libri letti, e libri lasciati lì con vaghi propositi di approccio successivo. Insomma, i libri di quando uno era giovane.

Bene: vedere un pezzo della propria biblioteca personale, così, in blocco, su una bancarella, ha un solo significato: quello come te è crepato, e gli eredi hanno chiamato il venditore di libri usati, il quale, in cambio di un biglietto giallo o al massimo verde, se li è portati via.

L’incontro non è perciò gradevole. Inutile dire che il pensiero corre ai libri tuoi, e nel mio caso anche ai dischi miei. E’ una fortuna che almeno i nuovi acquisti, che sono in forma digitale, non faranno la stessa fine.

Esiste, tuttavia, una cosa anche più triste: la vendita delle memorie condivise, oppure, se si preferisce, dei sogni d’amore. Guardiamo questo (orribile) servizio di piatti nella foto sopra. La foto è presa dalla vetrina di un antiquario da strapazzo, e colpisce la completezza del servizio, dovuta certamente al fatto che, essendo il servizio “buono”, non veniva usato tutti i giorni, ma solo in rare occasioni. Questo mucchio  ordinato di porcellana dai fregi dorati ci parla di un matrimonio di tanti anni fa: amore, sogni, speranze. Una giovane borghesuccia, il suo giovane marito. Poi, il video di una vita in fast forward, fino al necessario epilogo: morto lui, morta lei. I figli si dividono la roba. Di solito è come per i ragazzini che fanno la partita di calcio: scelgo io, poi scegli tu, poi scelgo io. Alla fine restano i più schiappa. Va bene, il servizio di piatti lo prendo io (potrei metterlo su EBay, ma come si trasporta? No, lo do a quel rigattiere, qualche soldo lo prendo).

Fine dei ricordi.

6 maggio 2017

Le vite degli altri

Via Mantegazza, a Milano, è stretta, con due marciapiedini larghi 50 centimetri. Poiché gli automobilisti ci parcheggiavano lo stesso, mezzi su e mezzi giù dal marciapiede, il Comune, con uno dei suoi pochi provvedimenti ragionevoli, ha messo dei paletti di ferro, così non parcheggiano più.

A questi distinti signori non resta che occupare, in superdivieto, l’angolo con Corso Garibaldi. Oggi ce n’era tre, tutti con SUV. Il terzo sporgeva in Via Mantegazza in modo tale che io, passando, ho dovuto strisciare le ruote sul bordo del marciapiede. Mi sono fermato, e ho visto un tizio sui 45, con l’aria del fighetto, che stava in auto insieme a due ragazzini. Gli ho detto: “Che cosa fai qui?” Risposta piccata: “Adesso me ne vado. Vada via o le spacco…” Poiché stavo alzando il finestrino, l’ultima parola è andata persa. Allora l’ho riabbassato, e gli ho chiesto: “Che cosa hai detto?”. Allora lui, con voce fessa, e senza dismettere il “lei”: “Lei deve smettere di entrare nella mia vita”.

Io ho riso per mezz’ora. Dev’essere il modo chic per dire “non mi rompere i coglioni”.

6 maggio 2017

Lucio Fontana

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E’ il bozzetto, alto oltre due metri, di un altorilievo raffigurante l’Assunzione, preparato negli anni ’50 per il Duomo di Milano, e mai eseguito in marmo.  Più o meno coevo dei bozzetti per il portale dedicato alla storia del Duomo, poi realizzato da Minguzzi in stile pseudowiligelmiano.