Andrea Zhok

Grandi notizie all’orizzonte.
La variante B.1.1.529 promette di aggirare l’efficacia degli attuali vaççini.

E’ una grande notizia per tutti noi che dopo il Super Green Pass per costringere a vaççinare anche le nutrie, già temevamo un momento di stanca nell’attuale spassosa caccia all’untore.

Invece, più grande il fallimento della strategia “Il-vaççino-è-la-sola-salvezza-e-chi-ne-dubita-è-un-infedele”, più ferma si dovrà dimostrare la fede, la cui saldezza si dimostra proprio quando ogni ragione viene meno.

Con un virus che tutti sapevano dall’inizio essere mutevolissimo, e di cui, sin dall’inizio, si disperava di poter trovare vaççini efficaci, puntare tutto, con unilaterale ferocia, sulla strategia “vaççino o morte” è stato, diciamolo, uno schietto colpo di genio.

I pastori che da lassù si curano di condurre quell’indisciplinato gregge di peccatori che noi siamo, si sono garantiti così di poter tenere occupato ed accorpato il gregge illimitatamente.
Possiamo correre di emergenza in emergenza come cani dietro alla lepre di pezza, in circolo, per tutta l’eternità.

E intanto i pastori, naturalmente, nella loro infinita saggezza “auspicano”.

Essi fanno soprattutto questo, essendo proverbialmente buoni, essi costantemente “auspicano”.

Come si è espresso – con la pacatezza dei forti e dei generosi – il Conte-Duca, essi auspicano “che coloro cui oggi sono riservate le restrizioni possano tornare ad essere parte della società come tutti noi.”

Poi non prendetevela con noi se voi, in barba ai nostri auspici, vi dimostrate indegni. Noi siamo qui per “salvare il Natale”, “per salvare vite”, “per salvare il commercio”, “per salvare l’economia”, “per salvare il paese”; noi siamo i salvatori.

E così a breve su questi schermi, in questa rincorsa alla salvezza, si affaccerà il supervaççino, ancora più innovativo, con ancora più gadget, con ancora più mirabolanti promesse, cui tutti verremo chiamati a genufletterci con un Super-Super-Green-Pass, mentre ogni fallimento e frustrazione potrà essere sfogato sui dissenzienti.
(Intanto i mono-vaccinati che non dovessero balzare con entusiasmo sulla giostra, diverranno i nuovi novacss, su cui sarà legittimo, ed anzi raccomandato, esercitare tutto il proprio disprezzo).

Ecco, non capite, noi non ce l’abbiamo con voi.

Noi auspichiamo l’armonia.

Basta che qualunque cosa ci inventiamo voi obbediate, e andremo perfettamente d’accordo.

5 commenti to “Andrea Zhok”

  1. Collateralmente segnalo che, dopo la variante “Nu”, l’OMS ha chiamato “Omicron” la nuova mutazione del virus.
    Hanno saltato la “Xi”.
    Buffo, no?

    • Ma l’hanno detto che è esattamente per quello che l’hanno saltata. Hanno saltato anche la nu (che a me per la verità era stata insegnata come ni: mi, ni, xi, pi, phi) per non rischiare che si confondesse con new.

      • Mi pare che l’attuale “sudafricana” sia appunto la Nu. In realtà sarebbe “ny”, ma noi non abbiamo la ü, e neanche gli Americani ( vabbè, qui in Piemonte ce l’abbiamo).
        CERTO che è per quello, scherzi?

        • No no, è proprio ni:

          La cosa sconvolgente è che a spiegare che l’hanno saltata per evitare di stigmatizzare una regione è proprio l’OMS, guidata dal servo del satrapo cinese, corresponsabile della carneficina mondiale con tutte le balle che ha raccontato per coprire la Cina, sapendo tutto quello che c’era da sapere perché avvertito fin dall’inizio da Taiwan.

    • Lo hanno motivato col fatto che Xi è un nome molto comune. Patetici.

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