Le vite degli altri (2)

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I libri usati sono, credo, un business in netto calo, se mai fu prospero. Io continuo a essere attratto dalle sempre  più rare bancarelle, solo che, negli ultimi tempi, mi capita di trovarci un pezzo della mia biblioteca personale, e ciò non è piacevole. I libri hanno una connotazione temporale. Sono edizioni di classici usciti in un certo periodo, e libri appena usciti negli stessi anni. Libri comprati, e libri solo guardati sugli scaffali della libreria. Libri letti, e libri lasciati lì con vaghi propositi di approccio successivo. Insomma, i libri di quando uno era giovane.

Bene: vedere un pezzo della propria biblioteca personale, così, in blocco, su una bancarella, ha un solo significato: quello come te è crepato, e gli eredi hanno chiamato il venditore di libri usati, il quale, in cambio di un biglietto giallo o al massimo verde, se li è portati via.

L’incontro non è perciò gradevole. Inutile dire che il pensiero corre ai libri tuoi, e nel mio caso anche ai dischi miei. E’ una fortuna che almeno i nuovi acquisti, che sono in forma digitale, non faranno la stessa fine.

Esiste, tuttavia, una cosa anche più triste: la vendita delle memorie condivise, oppure, se si preferisce, dei sogni d’amore. Guardiamo questo (orribile) servizio di piatti nella foto sopra. La foto è presa dalla vetrina di un antiquario da strapazzo, e colpisce la completezza del servizio, dovuta certamente al fatto che, essendo il servizio “buono”, non veniva usato tutti i giorni, ma solo in rare occasioni. Questo mucchio  ordinato di porcellana dai fregi dorati ci parla di un matrimonio di tanti anni fa: amore, sogni, speranze. Una giovane borghesuccia, il suo giovane marito. Poi, il video di una vita in fast forward, fino al necessario epilogo: morto lui, morta lei. I figli si dividono la roba. Di solito è come per i ragazzini che fanno la partita di calcio: scelgo io, poi scegli tu, poi scelgo io. Alla fine restano i più schiappa. Va bene, il servizio di piatti lo prendo io (potrei metterlo su EBay, ma come si trasporta? No, lo do a quel rigattiere, qualche soldo lo prendo).

Fine dei ricordi.

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One Comment to “Le vite degli altri (2)”


  1. Trovato su tumblr, in linea con i suoi due ultimi post, sig. Erasmo.

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