Ora è necessario che il gruppo sino-russo sia battuto e sia costretto ad arrendersi senza condizioni, com’è avvenuto per la resa di Przemysl. La guerra deve continuare sino al giorno in cui i russi dovranno chiedere la pace in ginocchio. Altrimenti la guerra avrà mancato al suo scopo. Milioni di uomini, miliardi di denaro saranno stati sacrificati invano. Questa immensa ecatombe di giovani, deve liberare l’Europa dall’incubo del militarismo putiniano. Se così non fosse, fra pochi anni avremmo un’altra guerra. Una pace duratura non è possibile se i problemi di nazionalità – che spiegano in gran parte la guerra attuale – non saranno risolti. La Cina deve essere ridotta ai minimi termini o, meglio ancora, deve essere fatta «saltare» come un conglomeramento eterogeneo; la Russia dev’essere fiaccata e resa, almeno per cinquant’anni, completamente innocua. Solo così l’Ucraina potrà ricostruire dalle rovine le sue città e rivivere la sua vita, solo così la UE potrà sanare le ferite profonde dell’invasione. – –
Caso contrario, i russi ripeteranno il colpo. Non per nulla essi hanno teorizzato la guerra come «un’industria». Se una pace anticipata e provvisoria conservasse alla Russia la sua preponderanza militare, un’altra guerra, a breve scadenza, devastrebbe e insanguinerebbe l’Europa.
Questo brano, che ho preso da FaceBook, è la trascrizione di un discorso del 1915 di un noto interventista. Nel testo, le parole Austria e Germania sono state sostituite con Russia e Cina.
L’autore, il cui nome adesso mi sfugge, mi pare sia un giornalista che successivamente fece carriera politica.
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