Archive for novembre, 2025

30 novembre 2025

Moniti


Il 15 aprile 1919 gli squadristi fascisti attaccarono la sede dell’Avanti! a Milano, devastandola e saccheggiandola. Ecco il commento di Mussolini in un’intervista di qualche giorno dopo:

«Tutto quello che avvenne all’Avanti! fu spontaneo, movimento di folla, movimento di combattenti e di popolo stufi del ricatto leninista. Si era fatta un’atmosfera irrespirabile. Milano vuol lavorare. Vuole vivere. La ripresa formidabile dell’attività economica era aduggiata da questo stato d’animo di aspettazione e di paura specialmente visibile in quella parte di borghesia che passa i pomeriggi ai caffè invece che alle officine. Tutto ciò doveva finire. Doveva scoppiare. È stato uno scoppio climaterico, temporalesco. A furia di soffiare l’uragano si è scatenato. Il primo episodio della guerra civile ci è stato. Doveva esserci in questa città dalle fiere impetuosissime passioni. Noi dei fasci non abbiamo preparato l’attacco al giornale socialista, ma accettiamo tutta la responsabilità morale dell’episodio.»

(Mussolini intervistato da Il Giornale d’Italia.)

Mussolini non disse “serva da monito”, ma insomma il concetto era quello.

18 novembre 2025

Toh

Toh. 1936. In the Edison Hall. The Palestine Orchestra. Fondata da Bronislaw Huberman. Ma in che lingua sono le scritte in alto? In arabo, suppongo.

18 novembre 2025

I neuroni quirinalizi

Voi che vi domandate come mai nessuno si occupi veramente dei problemi più gravi (p.e. Green Deal, immigrazione, riarmo) vi rendete conto che c’è il problema del prossimo PDR da risolvere?
Vi rendete conto del rischio che il prossimo presidente sia sgradito al PD? Prospettiva che ci atterrisce tutti, visto che in pole position c’è nientemeno che Giorgia.

Allora, ragioniamo. Supponendo che dalle elezioni del 2027 non esca niente di potabile per la sinistra, e supposto che nel 2029 l’ottantottenne Mattarella faccia un VERO trasloco, che può fare il Campo Largo per opporsi alla Meloni? Temo che la risposta sia semplice e univoca: Tajani.
Lo so che vi sembra impossibile che un minus habens acceda alla più alta carica dello Stato: sarebbe la prima volta da Umberto II. Ma a livello globale abbiamo recenti e autorevolissimi precedenti, per esempio il 46mo presidente: degli Stati Uniti, mica del Burundi. D’altra parte, basta guardare agli atteggiamenti “politici” del potenziale candidato per capire che, con rudimentale movimento dei pochi neuroni, anche lui ci sta pensando. E ci pensano quelli che mestano per costituire il favoloso “Centro“.

Tutto ciò posto, non può sembrare strano che la principale candidata converga anche lei al centro. Il suo modo di farlo è l’immobilismo e lo sfoggio di una moderazione che nessuno le sospettava. Ogni tanto la valvola di sfogo si apre, e Giorgia bacchetta verbalmente qualche grillino — pardon, contiano. Ma è roba di pochi minuti. Poi rientra nel costume di scena di candidata PDR.

9 novembre 2025

Comunisti

“Comunista” può essere una definizione o un’autodefinizione. La definizione è raramente obiettiva. Normalmente è dispregiativa, specie in America, dove è correntemente usata dai conservatori per definire chiunque sia a sinistra. Curiosamente, quelli che i conservatori americani chiamano comunisti si autodefiniscono “liberal”.

In Europa, prima del 1989, definizione e autodefinizione grosso modo coincidevano. Dopo il 1989, la maggior parte dei comunisti sono diventati ex comunisti, e molti si sono autodefiniti liberali. Poiché così la casa  liberale risultava affollata, si è coniato il termine “liberista” per fare spazio a destra. 

Rimanevano, a sinistra, alcuni che si autodefinivano comunisti. Li chiameremo ortodossi, per capirci. In Italia sono/erano nostalgici del PCI, con l’aggiunta di un numero non grande di veri ortodossi, nel senso che hanno letto il Capitale e pensano che alla prossima crisi del capitalismo ci sarà la rivoluzione. Tutti i comunisti (pre e post 1989) hanno una cosa in comune: sostengono che gli anticomunisti sostengono che i comunisti mangiano i bambini. Si tratta di una battuta ironica per ridicolizzare la paura del comunismo da parte dei conservatori, e ridicolizzare gli anticomunisti viscerali. Chiaramente, la battuta è caduta in disuso di pari passo al decremento di coloro che si autodefiniscono comunisti. Rimane in bocca a qualche ultraottantenne, che non so se definire comunista.

6 novembre 2025

Travaglio quotidiano

Ogni giorno do un’occhiata al Fatto, e in particolare agli editoriali di Marco Travaglio. Si tratta prima di tutto di un piacere letterario, nel senso che mi piacciono i polemisti, e Travaglio è un eccellente polemista. Oltre che su un uso egregio della lingua italiana, le sue polemiche si basano anche su un archivio di citazioni tenuto in modo efficientissimo. In pratica, Travaglio è in grado di rinfacciare ai suoi avversari tutto quello che hanno detto e scritto in questo secolo. E lo fa con bravura. Il suo limite è che anche lui ha i suoi “protetti”, che sono sostanzialmente il M5S e i magistrati, specie quelli di MD. Lo fa con piaggeria, mascherata da polemica con gli avversari dei protetti. Quello riportato qui sopra è un caso estremo, in cui l’avversario sembra essere il popolo italiano, classificato come “classe digerente”. Per sconfiggere il nemico, Travaglio ricorre al noto espediente dell’inversione della presunzione di innocenza. Di solito questa inversione è abilmente schermata da artifici retorici. Qui, forse per fretta, emerge in scabra e raggelante evidenza.

Nota: prego fare caso al commento di un lettore, che appare nel riquadro in basso.

Nota 2: pare evidente che Travaglio abbia cieca fiducia nella magistratura inquirente, e poca fiducia in quella giudicante. Non si vede, perciò, la ragione della sua avversione alla separazione delle carriere. A meno che non voglia assorbire la funzione giudicante in quella inquirente: un po’ come nell’inquisizione soagnola, e anche in quella romana.

4 novembre 2025

Ancora PPP

Questo è il testo di una lettera che scrissi a Giuliano Ferrara nel 25° della morte di Pasolini, ossia nel 2000. C’era un riferimento sotterraneo al padre di Giuliano, e infatti lui, se ben ricordo, fece una piccola modifica nella pubblicazione. Poi mi invitò a scrivere io il pezzo, ma io avevo altro da fare.

1 novembre 2025

PPP

Cinquant’anni fa, nella notte fra il primo e il 2 di novembre, moriva Pasolini. Perdita grave, anche se la maggioranza non apprezzava e non capiva. Non apprezza e non capisce ancora oggi, direi. Gli imbecilli di destra liquidano la questione con un “mi fa schifo, era un pedofilo”. Gli imbecilli di sinistra hanno da tempo risucchiato Pasolini fra i “loro”, fingendo di non conoscere le fiere polemiche fra Pasolini e gli intellettuali organici alla sinistra del tempo. In sostanza, se Pasolini era in polemica con il PCI allora, lo sarebbe molto di più con il PD adesso. Ho cercato negli archivi RAI i dibattiti televisivi con Maurizio Ferrara, padre di Giuliano. Non li ho trovati, e sarei grato a chi fosse più bravo di me nella ricerca.

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