Ahimè

Dopo la caduta del muro, presi a andare per lavoro nell’allora Cecoslovacchia. I russi se n’erano appena andati, ma erano rimasti i frutti del commercio spicciolo dei soldati sovietici: in particolare, il caviale. Ricordo bene il prezzo: 10.000 lire per la scatoletta da 50 grammi. Sarebbero 10 euro all’etto.
dopo cinque anni, giunto a Praga, trovai una di quelle scatolette e la comprai. Purtroppo, quando assaggiai il contenuto fu chiaro che si trattava di un residuato degli anni ’80. Basta: via i soldati, via il caviale.

Oggi vedo un annuncio su internet, e lo apro. Sono rimasto senza fiato

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4 commenti to “Ahimè”

  1. C’è sempre il prodotto nostrano:
    https://www.adamascaviar.com/
    ( Poi ci sarebbe anche quello di Ferrara, con le nocciole…).

  2. Si stava meglio quando si stava peggio, verrebbe quasi da dire. A Praga mi capitò una tizia ferocemente antirussa e antipatica, non ci fu nulla da fare, restò ferma nelle sue posizioni. Ricordo una cena a base d’anatra che secondo me era un grosso pipistrello.

    • Bisogna vedere se era antirussa prima o dopo il 1989. Comunque, in quel paese gli antirussi sono sempre stati maggioranza, come pure in Polonia, mentre, nonostante il 1956, per gli ungheresi era un po’ diverso. Mai stato in Romania, e una volta sola in Bulgaria.
      Taccio dei tedeschi orientali, caso a parte.

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