Buccini ci insegna a vivere con le autosanzioni

Sul Corriere della Serxa, il noto Goffredo Buccini così moraleggia:

Sicché, c’è da scommetterci, quando tra qualche mese la crisi morderà di più, chi vorrà tenere il punto sulle sanzioni si sentirà dare magari del nemico del popolo. Si tratterà allora di restare coi nervi saldi sulla rotta europea: che non sta solo nei price cap ma nella comune postura contro il dittatore. Ricordando sempre che in questa storia c’è un carnefice e ci sono delle vittime. E che, per quanto insopportabili ci appariranno le sofferenze dell’inverno, milioni di donne e uomini, ad appena duemila chilometri da noi, staranno pagando un prezzo assai più alto.

Mi ricorda i temi della scuola. Era buona norma citare i bambini poveri, pretendendo che fossero al centro dei nostri pensieri. Bisogna dire però che allora eravamo meno selettivi: si parlava di bambini poveri in generale. Oggi Buccini e il resto dei lavoratori della penna pretendono che si pensi a quelli a duemila chilometri, caratterizzati da pelle bianca e occhi spesso azzurri. Siriani, armeni, curdi, yemeniti, tibetani, iracheni, africani di varie etnie, afghani, cingalesi, eccetera eccetera: quelli non meritano un cazzo.

P.S. L’Ucraina dista molto meno di 2000 km dall’Italia

4 commenti to “Buccini ci insegna a vivere con le autosanzioni”

  1. >c’è un carnefice e ci sono delle vittime

    Ha ragione. C’è Davos e ci siamo noi.

  2. Veramente l’articolo parla di donne e di uomini, non di bambini. Se si vuole la mia partecipazione emotiva bisogna citare le sofferenze dei nonni e dei cani, di qualunque razza.
    I bambini sono dei grandi rompicoglioni.

    • Nonno Draghi soffre moltissimo.
      Tocca citare Travaglio:

      Non ci sono più parole, ma solo parolacce, per commentare l’insipienza di chi governa l’europa e l’italia sulle autosanzioni spacciate per dispetti a Putin. Come se non l’avessero già dato per fatto a giugno con trombe e trombette, ieri i giornaloni cinguettavano sul tetto europeo al prezzo del gas, che non è fatto neppure stavolta: i ministri Ue ne parleranno il 9 settembre. E mentre discutono su quanto pagare il gas russo, Gazprom ha chiuso “a tempo indefinito” il Nord Stream 1 che ce lo fornisce.Quindi la questione del prezzo che i compratori volevano imporre al venditore diventa lievemente secondaria, visto che il venditore non vende più (così il prezzo, decuplicato nell’ultimo anno, anziché scendere sale ancora). Però Rep è tutta eccitata perché l’occidente “si ricompatta” con “mosse dirompenti“. E il Corriere si esalta per “la tenuta e la forza dei valori” occidentali e l’ennesima “dura batosta a Putin”. Che però non se n’è accorto, forse perché non legge i giornaloni. Tornano in mente le migliaia di articoli e interviste a politici ed “esperti”, i quali giuravano che dans l’espace d’un matin le astute sanzioni avrebbero portato la Russia al default, rovesciato Putin (sempreché non crepasse prima per una delle sue 80 malattie mortali), costretto l’armata russa alla resa e restituito a Zelensky l’intera Ucraina (Crimea inclusa).
      Sembra ieri che Letta oracolava al Corriere: “Le sanzioni sono le più dure mai comminate… veramente devastanti… e in qualche giorno porteranno al collasso l’economia russa, che finirà in ginocchio. Gli effetti stanno già arrivando” (5.3). In qualche giorno, come no: dopo sei mesi, gli unici a rischiare il collasso sono Germania e Italia. Il 6.4 i portavoce di Draghi passavano una velina ai giornalisti, perché non lo aggredissero troppo in conferenza stampa: il Financial Times aveva scoperto che “è stato Draghi a prendere l’iniziativa contro la banca centrale russa con le sanzioni per congelare le riserve in valuta estera, cogliendo alla sprovvista Mosca e usando la sua magia con l’americana Yellen”. Una magia che avrebbe portato all’immediato default russo, poi purtroppo rinviato a data da destinarsi. “Le sanzioni sono un successo completo che non penalizza l’italia”, giurò il mago Mario il 31.5: “Il momento di massimo impatto delle sanzioni sarà dall’estate”. Infatti stanno impattando un casino, ma contro l’ue che si sanziona da sola. Il 21.6 l’oracolo di Città della Pieve vaticinò: “La strategia dell’italia, in accordo con Ue e G7, si muove su due fronti: sosteniamo l’ucraina e sanzioniamo la Russia perché cessi ostilità e accetti di sedersi al tavolo dei negoziati. Le sanzioni funzionano”. Parole sante, scolpite nell’agenda Draghi. Praticamente la Smemoranda.

  3. Dracula manifesta contro le anemie

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