Enrico, prendimi con te

Lo so che non succederà, ma credo sinceramente che il sig.Letta dovrebbe prendermi come consulente elettorale. Non è che io abbia grande esperienza di collegi e di voti di scambio, ma sono in possesso di robusto buon senso, merce che sembra rara dalle parti del PD. Prendiamo i casi di Monica Cirinnà e Pierferdy Casini. La prima dice di essere stata candidata in “territori per cui io non sono adatta”. Se lo dice lei, deve essere vero, se no non avvierebbe la campagna elettorale con una manifestazione di disprezzo per i suoi potenziali elettori. Il secondo viene imposto ai disciplinati elettori bolognesi del PCI con la surreale intimazione “votate Pierfurby, se no vincono le destre”.

Ecco: se io fossi il consulente del nipote meno dotato di Gianni Letta, gli consiglierei una semplice inversione: Casini nel collegio assegnato alla Cirinnà, che non so quale sia, ma se è inadatto a Monica è sicuramente adatto a Pierfurby. A Bologna, invece, manderei un esponente della famiglia Cirinnà: il cane, più versato alle campagne elettorali in quanto esperto di fundraising.

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11 commenti to “Enrico, prendimi con te”

  1. la locuzione “nipote meno dotato” mi sembra esprima una condizionalità troppo positiva, direi benevola, in riferimento a quel soggetto

    • Sai che sono un tipo indulgente, specie con gli autolesionisti.
      Piuttosto, ti segnalo che la signora Aspesi oggi, sul foglio romano della famiglia Agnelli, cita Olympe. Non posso dire di aver capito il senso della citazione, né, se è per questo, di aver capito molto dell’articolo. Penso che, oltre alla mia nota lentezza, ciò sia dovuto a una certa sopravvenuta confusione della novantatreenne.

  2. conosco la famigerata fam. agnelli, ma non la signora aspesi. chiromante?

    • Secondo me neanche questo aiuta alla comprensione. Il fatto è che non solo io, ma neanche Natalia ha capito molto del suo articolo. Né ha capito il titolista: che però aveva capito benissimo il compito affidatogli dal suo editore, per cui ha condensato l’articolo in semplici messaggi anti-Meloni.
      Favoloso, comunque, l’attacco basato sulla ripresa del verso iniziale dell’inno nazionale, che chiama indirettamente in causa il povero Mameli, colpevole di essersi dimenticato le sorelle.

      • Forse la cosa migliore sarebbe cercare qualche esperto in interpretazioni della Sibilla Cumana: magari potrebbe essere d’aiuto.
        Ho trovato l’articolo – o almeno ampi stralci di esso, non so – in un blog: posso dirti che rispetto ai commenti che ho letto lì tu sei stato straordinariamente magnanimo.

        • Ripeto: bisogna essere indulgenti con una novantatreenne. Naturalmente, l’indulgenza non può essere estesa al direttore e all’editore che la sottraggono al meritato riposo, o forse è meglio dire: al doveroso riposo.
          Quanto all’articolo, lo puoi leggere tutto su FB, dove l’ho messo. Consiglio di leggerlo tutto di un fiato, per provare appieno quel senso di vertigine che altrimenti richiederebbe di girare su se stessi almeno cento volte.

        • Vedo che con me invece sei tutt’altro che magnanimo, altrimenti non daresti di questi suggerimenti a una vecchia signora con l’ulcera.

  3. Ma se uno non è iscritto a Facebook (siamo pochi ma esistiamo), come fa a leggere l’articolo?

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