Altra dichiarazione

Nella precedente, facevo una similitudine con il CLN. Oggi l’ing.De Benedetti, che si preoccupa delle sorti d’Italia ma non paga le tasse in Italia, ha detto, o, per meglio dire, fatto scrivere al Corriere che lui ha detto:

«dobbiamo entrare in una logica di Cln. Nel Comitato di liberazione nazionale c’erano tutti, comunisti e monarchici, azionisti e cattolici: perché bisognava combattere un nemico comune, Mussolini». Ingegnere, oggi in Italia non c’è Mussolini.

«Certo che no. La storia non si ripete mai due volte. La Meloni e Salvini non ci metterebbero in camicia nera. Ma metterebbero a rischio la democrazia, l’Europa, i nostri valori. E isolerebbero l’Italia. Proprio come fece Mussolini»

Il problema della similitudine col CLN è che la “L” significa “liberazione”. E liberazione da chi? Da chi detiene il potere. Meglio ancora: da chi ha occupato il potere. Ora, io so che l’ing.De Benedetti ha una certa età, e potrebbe non ricordare bene i fatti recenti. Qualcuno dovrebbe aiutarlo, ricordandogli quale partito ha sempre (eccetto per un anno) fatto parte della maggioranza o addirittura del governo, pur essendo minoritario, nell’ultimo decennio.

Mentre l’Ingegnere si documenta, io mantengo la mia dichiarazione riguardo al CLN, e posso renderla più concreta, in modo da distinguerla da quella di De Benedetti: voterò il partito meno amico del PD. Questa decisione è già presa. La scelta avverrà nell’insonne notte del 24 settembre.

24 commenti to “Altra dichiarazione”

  1. …voterò il partito meno amico del PD…

    “Nihil inimicius quam sibi ipse”
    (Marcus Tullius Cicero)

  2. Concordo ma sarà una scelta difficile. Pare ci sia la gara a farci amicizia.

    • Non mi sfugge che si tratta di una scelta subottimale, anche perché scegliere un partito significa derubricare il concetto di CLN. Posso riformularla così: se c’è il CLN, bene. Altrimenti, identificato il nemico nel PD, si cerca di fargli quanto più male possibile.

  3. La tua proposizione implica o non implica necessariamente che per te il PD sia il peggior partito da votare? Nel primo caso osserverei che votare per il partito più avverso al partito che più si detesta (escluse schede bianche, nulle, astensioni, ecc.) è di fatto e di gran lunga il comportamento elettorale più diffuso e banale che si riscontri da quando esiste il voto per i partiti, sia che si voti in negativo e con intenzione (come dici di voler fare tu), sia che che si voti in positivo, cioè per il partito che che più ci convince, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Ma la tua affermazione ha una falla ancor più grave del mascherare una scelta banalissima con una scelta solo apparentemente ribelle e anticonformista. Pensaci bene: se credi che votare chi ritieni il peggior nemico del tuo peggior nemico sia il miglior criterio di scelta, dai ragione a De Benedetti che voterebbe il suo preteso nuovo CLN, intendendolo comunque migliore e preferibile al fascismo della Meloni. E non esiste genere di strategie elettorali più fallaci di questo. Questa è proprio la ragione perché occorre sempre votare in positivo, cioè per la parte che più apprezziamo e di cui più ci fidiamo. Tu sai bene quanto disprezzo e quanta avversione mi abbia da sempre suscitato Berlusconi. Bè, magari di cazzate nell’urna ne ho fatte parecchie, ma mai, dico mai ho votato per un partito o per qualcuno che ritenevo in grado di annientarlo, politicamente o personalmente che sia. Così facendo si rischia di dover tributare il trionfo a qualcuno anche peggiore di lui. Ma in effetti qualche ceffo umanamente peggiore di lui l’abbiamo eletto.

  4. Spesso confuso con gli imprenditori De Benedetti è oligarca e fa un altro lavoro: lobbista e speculatore. Come influencer dell’informazione e soprattutto politico (il potere dell’informazione nell’orientare le scelte) ha da sempre puntato sull’altrui perdita di memoria e sulla deformazione. Fatta questa premessa pallosissima arriviamo al sodo.

    La storia è molto diversa: i fascisti storici (Movimento Sociale Italiano e Alleanza Nazionale) ad un certo punto confluiscono nel partito di Berlusconi. Quindi l’MSI è nella pancia di Berlusconi diventato poi in seguito lo stabile alleato del PD dei governi dell’austerità a partire da Monti. La politica Tatcher dell’austerità a tutti gli effetti considerabile destra estrema, di altra razza certamente ma sempre destra devastante, politica poi estesa all’autoritarismo sanitario portato avanti in prima persona dalla cosiddetta sinistra del PD: Speranza e Bersani, ma parliamo sempre di exPD, già promotori del governo dell’austerità.

    Come configurare il CLN dell’oligarca De Benedetti? Un mix di Tatcher, Dell’Utri e Movimento Sociale Italiano? E’ ridicolo! Mi chiedo come persone di cultura e intelligenza possano prestare attenzione a baggianate di un signore che con intrallazzi politici ha letteralmente distrutto aziende e pezzi di Stato.

    ma quali fascisti: De Benedetti deve restituire i soldi prestati da Monte dei Paschi di Siena, debito poi ripianato da cittadini italiani sempre più poveri e schiavi.

    Non vorrei che la ragazza classe ’77 risultasse alla fine non solo la meno brutta sporca e cattiva della banda ma anche la meno sgamata, perciò la più fragile, un modo per raccogliere voti e consegnarli quanto prima all’ “agenda monti” che vede coalizzati quasi tutti.

    Il punto è questo: nello sporcarsi le mani, è più forte la banda della Tatcher o Meloni? Considerando che già con Fini ‘il moderato’ (MSI in persona) il PD considerava archiviato ed estinto l’argomento fascista. E considerando che Meloni è sola nella coalizione perché la prima cosa che faranno Berlusconi e Salvini sarà quella di farla cadere in caso di problemi: Berlusconi, Fedriga e Giorgetti sono sostenitori dell’agenda Draghi e sono quelli che nel partito hanno più potere assieme ai governatori avendo deciso praticamente tutto al posto di Salvini tenuto come cartonato acchiappavoti.

    Sono tutti per l’ “agenda Draghi”, ma in pratica un assegno in bianco, un pagherò. Prepariamoci a pagare.

    MB

    • Mi pare che sopravvaluti Berlusconi e Salvini. Il primo è così furbo da designare per i ministeri i tre a lui meno fedeli. Il secondo è da anni in stato confusionale.

      • Se Berlusconi e Salvini superano numericamente Meloni allora possono fare quello che vogliono.

        Berlusconi non è un politico come gli altri ma un oligarca da quando è sceso in campo (da buon piduista: fascisti eterodiretti, altro che moderati come ripetono ogni santo giorno) in Italia ha potere trasversale mediatico finanziario istituzionale, segue altre logiche, legali e meno. Una clientela storica ben radicata, tanto che una volta disse che nelle sue TV lavoravano molti comunisti, un vanto. La fedeltà politica è optional può preoccupare semmai gli altri ma non Berlusconi: è vecchio ma non fesso, quando dice che raggiungerà il 20% è consapevole dei propri mezzi che altri non hanno: concorrenza sleale che i democrazia verrebbe vietata, mezzi autoritari. Berlusconi è paradossalmente l’entità più sovraesposta e meno conosciuta e considerata. Chi abbandona queste enormi clientele oligarchiche scompare. Poi oggi c’è un altro problema, ci sono fisicamente meno poltrone.

        Salvini è stato plasmato negli anni, utile a chi dirige il partito, con i governatori fanno squadra con propagande elettorali differenti, uno schema ben rodato che va dalla caccia all’immigrato all’agenda draghi, ad ampio spettro, non così confusionale come sembra.

        • Sono molto più furbi di Meloni: chi supera di un voto, si, ma già il gatto e la volpe sanno che l’impresa è un’altra: Meloni dovrà superare di un voto Berlusconi + Salvini. Improbabile.

        • Se la loro somma supera, giusto? Io non la farei così tonta. La subitanea presa di posizione, dopo il viaggio negli States, riguardo all’invio delle armi mi è parsa molto tattica, per quanto a me sia molto dispiaciuta

  5. Se si smarcasse rivaluterei Conte, ma è letteralmente un casino

  6. Ma non è tutto: c’è poi una sinistra, eclissata dai media, a sinistra del mostro Tatcher-PD.
    Una sinistra per ora frantumata, con tanti problemi psicologici e caratteriali, ma che ritengo interessante e da sostenere e far crescere, per seguire l’esperienza Mélenchon, e che avrebbe le potenzialità, e milioni di voti, a maggior ragione nell’Italia del exPCI facendo attenzione alla debolezza internazionale non trascurabile: considerare innanzitutto che l’Italia è molto meno sovrana della Francia, meno autonomia, meno emancipata.
    Un’idea che in parte è anche tra gli elettori dei 5 stelle (cioè elettori di sinistra e poi dei 5 stelle), e al contrario di molti dottori del dogma vedrei benissimo un’alleanza tra sinistre e Conte: scavalcando il PD. E’ l’unica possibilità.
    tra l’altro gli influencer di Boldrin invitano a votare Renzi e Calenda, ancora pezzi di PD destinati poi ad ricongiungersi dopo il voto, quello il giochetto: monopolio apparentemente eterogeneo.

    Sarebbe un polo veramente alternativo che potrebbe superare il 20% o potenzialmente, considerando gli astenuti, superare tutti ed essere completamente autonomo ed emncipato, pur con una sua dialettica interna ma cooperativa e non distruttiva. Si può fare solo ora che Conte ha ancora una buona stima e quotazione, prima che si esaurisca il potenziale.

    Considerando che negli anni l’area ‘sinistra’ è stata pervicacemente eclissata o manomessa dai media di oligarchi come De Benedetti influencer che hanno monopolizzato una certa area d’influenza, poi lasciata agli Elkann. Pensate solo alla fine di Micromega che aveva una vita solo sulla piattaforma di De Benedetti: un ricatto. La regola è sempre la stessa: ciò che i giornali e la televisione non ti fanno vedere, non esiste. Questo è il tipico schema classista e razzista.
    Alla fine i vari De Benedetti e Berlusconi dopo aver drogato la popolazione scaricheranno anche la colpa: ‘popolo ignorante e di destra’ (cioè il razzismo che il PD ripete da anni pur controllando la televisione ed educando in modo fascista e non al pensiero critico: la satira è stata completamente cancellata). Un pensiero ormai radicato anche in molti elettori: il popolo è nemico. Pensiero borghesissimo paradossalmente guardato con sospetto dalla più alta borghesia: della serie la classe B che sputa sulla classe C e la classe A che sputa sulla classe B. Venendo meno il dovere costituzionale di solidarietà, disinteressato.
    Berlusconi e De Benedetti oligarchie che hanno rimpiazzato i partiti della prima repubblica hanno prodotto una devastazione profonda, ma mentre Berlusconi era ben visibile, De Benedetti è stato considerato un alleato e ha prodotto più danni.

    C’è appunto un problema enorme, una maledizione del dopo Berlinguer: la psicologia neoliberale fondata sulla competizione è entrata nelle viscere diventando anche nelle sinistre frantumate una guerra fra prime donne. Esattamente il contrario dell’indefesso lavoro di Berlinguer nel costruire il grande partito.

    Quindi se non emergerà presto un terzo polo si prefigura uno scontro tra Tatcher e ‘pericolo fascista’ ma si sa in largo anticipo che la sterminata coalizione Tatcher ingoierà quella che i media stanno costruendo come la ragazza scarafaggia. Vittoria di Tatcher a mani basse.

    MB

    • Io non so dove la veda lei una Margaret Thatcher italiana, ma non perdo la speranza che lei abbia ragione e che ci aspetti un miracolo.

  7. Non l’ha visto il miracolo? Strano, il buon Napolitano ha fatto di tutto per ripetere fino all’ossessione: austerità, austerità. Con i giornali e le televisioni al seguito, senza opposizioni, esattamente come nei regimi autoritari. Lo diceva la TV: eravamo a un passo dal baratro, il popolo era chiamato alle lacrime e al sangue, con la politica dell’austerità di beata Margaret Tatcher (sempre sia lodata), ne siamo finalmente usciti. Oggi non abbiamo più quei problemi di debito, i giornali avevano perfettamente ragione: era un periodo in cui avevamo bisogno del buon padre di famiglia per fare i compiti, di un duce. Era l’economia famigliare, l’esempio ricorrente era il debito di una famiglia da distribuire ai figli. Siamo tutti sulla stessa barca.

    Mentre il direttore Napoletano del Sole24Ore gridava “Fate presto!” prima di venire indagato per aver gonfiato i numeri delle copie digitali del giornale. E poi lo stesso Giannino per aver fatto fare una figura di merda a Zingales per essersi inventato una laurea: l’accountability, non è italiano.

    Non a caso il popolo sovrano (che il monarca pensava suddito) ha votato democraticamente contro.

    Ora non resta che togliere il diritto di voto al popolo sovrano.

    MB

    • Ripetere la parola austerità ed aumentare il debito pubblico NON è una politica tatcheriana.

      Ripetere la parola austerità e salvare le banche del partito usate per distribuire denaro a pioggia NON è una politica tatcheriana.

      Aumentare lo Stato, manco a dirlo, non è una politica tatcheriana.

      Mi mostri qualcuno che ha liquidato le aziende statali e parastatali in perdita, ha licenziato i dipendenti pubblici e chiuso interi settori della PA e crederò al miracolo. Fino a quel momento, faccio come San Tommaso.

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