In onore del sindaco Sala: Furtwängler “Funeral Music” Götterdämmerung, Scala 1950

One Comment to “In onore del sindaco Sala: Furtwängler “Funeral Music” Götterdämmerung, Scala 1950”

  1. Bè, proprio nazista nazista forse per Orff è eccessivo. Ma gli artisti sono così, checché se ne dica: brocchi, mezze tacche o geni che siano, sono tutti inguaribili narcisi o almeno cagionevoli, molti praticamente inermi di fronte ad un’occasione di successo e ancor più alla dolce brezza di una lusinga. Non importa da che parte venga. In Italia c’è una pletora di artisti vari sespaccianti, almeno un tempo, per “COMUNISTI COSI’!”, tutti uomini di un migliaio di pezzi che sparacchiano scorregge nei salotti più eleganti e meno proletari che si possano immaginare. Da decenni a libro paga del berlusca, per via di Mediaset, Medusa, Einaudi, Mondadori, ecc. ecc.. Durante il ventennio, per contare gli artisti fuoriusciti bastavano le dita delle mani. Perfino Toscanini, che del fascismo fu fiero e benemerito avversario, alle origini non risultò immune al contagio fascista e come fascista addirittura si candidò alle politiche del ’19, seppure dal fascismo si allontanò e di parecchio di lì a poco. De Sabata e Marinuzzi no, loro non colsero l’infamia dei tempi fino a quel punto. E Albertazzi, forse il più grande attore di teatro che abbiamo mai conosciuto e uomo di cultura superiore, addirittura non rinnegò mai, fino alla morte, la sua adesione alla RSI e il suo essere stato fascista. La cosa però deve ammaestrarci bene, di modo da non arrivare mai ad innamorarci troppo di un artista o dell’altro, soprattutto a non farne mai un faro di politica o ideologia, esattamente come fossero sarti o barbieri. Del resto poi, quella dell’artista è vita grama per definizione, nel senso di Cacciaguida, che predice a Dante: “Tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui, e come è duro calle / lo scendere e l’ salir per l’altrui scale”. Naturalmente la sua vita è grama solo e soltanto se trattasi di artista vero, perché solo un artista vero soffre per la propria quotidiana umiliazione e per i compromessi che deve subire, quand’anche qualcuno o qualcosa lo protegga e gli assicuri ogni agio.

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