L’ineffabile Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Serxa, ci spiega quanto è cattivo Putin

Vediamo, vediamo. Ecco il pezzullo del Fubini, filosofo prestato all’economia:

Mentre la Casa Bianca e i governi europei cercavano faticosamente di immaginare eventuali sanzioni sulla Russia se avesse invaso l’Ucraina, Vladimir Putin passava all’azione. [Ostrega, pare di capire che noi europei vogliamo smettere di comprare dalla Russia, e Putin voglia evitarlo]

Ce ne accorgeremo alla prossima ondata di aumenti sui prodotti alimentari di base: farina di grano duro, pane, pasta.

È su questi beni che la strategia di destabilizzazione economica ad opera del presidente russo si profila nel modo più chiaro.

L’analisi che sarà presentata oggi a un convegno di Consorzi agrari d’Italia parla di «tsunami» sui prezzi dei derivati del grano, del quale le mosse del presidente russo sono uno dei fattori recenti destinati ad alimentarlo. [La sintassi non pare ineccepibile, nonostante gli studi classici]

In particolare una decisione del Cremlino rappresenta un avvertimento all’Occidente, all’apice delle tensioni sull’Ucraina: il 2 febbraio scorso Mosca ha vietato, per almeno due mesi, l’esportazione nel resto del mondo del fosfato di ammonio e degli altri fertilizzanti azotati prodotti dal metano dei quali la Russia è oligopolista globale.

Il blocco per legge durerà almeno fino all’inizio di aprile, in una fase decisiva per il ciclo produttivo perché sta arrivando il momento nel quale i fertilizzanti devono essere utilizzati nei campi.

E poiché essi rappresentano il 20-25% del costo di produzione del grano, l’impennata recente delle loro quotazioni (più 220% da metà novembre ad oggi) avrà effetti a cascata ben oltre gli aumenti osservati fino ad oggi. [Va bene, ci pare di aver capito: Putin ci nega i fertilizzanti, che tanto ci servivano.] PERO’:

Anche l’Italia era un acquirente dei fertilizzanti azotati russi, comprati attraverso triangolazioni attraverso la Turchia e l’Egitto proprio per aggirare le sanzioni stesse che l’Unione europea impone da anni su quei prodotti.

[ Ahio. Putin per farci male ha vietato l’export di prodotti che sono da anni sanzionati dall’UE, tanto che l’Italia si approvvigiona di sfroso, attraverso i criminali Erdogan e Al Sisi?]

Gli effetti ora saranno complessi da gestire, anche perché negli ultimi mesi ha annunciato frenate della produzione l’impianto di Ferrara della multinazionale svedese Yara, proprio a cause dei prezzi sempre più alti del gas naturale.

Molte cause contribuiscono naturalmente alla corsa dei listini del metano, dei fertilizzanti, del grano e della pasta. Ma proprio questi aumenti hanno rafforzato il potere di ricatto di Putin nel perseguire la sua sottile strategia di destabilizzazione economica dell’Europa, mentre ammassava truppe ai confini dell’Ucraina.

In gennaio è arrivato il dimezzamento delle forniture di gas naturale all’Italia e altri Paesi europei (come documentato dal Corriere), in febbraio il blocco sui fertilizzanti.

Del resto sono gli stessi prezzi elevati sui listini globali a far sì che il dittatore russo possa accettare minori volumi di esportazioni senza subire eccessivi contraccolpi sui fatturati. [E allora, a che cazzo servono le sanzioni UE?]

Quando questa crisi sarà superata, l’Italia e all’Europa dovranno decidere in quale misura è saggio continuare a fare affidamento su un partner commerciale che ha un’agenda politica precisa: destabilizzare i suoi clienti, che considera alleati da piegare alle sue priorità geopolitiche. [Continuare a fare affidamento? Partner commerciale? Ma se hanno messo loro per primi le sanzioni? ]

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9 commenti to “L’ineffabile Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Serxa, ci spiega quanto è cattivo Putin”

  1. Spettacolare.
    “Destabilizzare i suoi clienti, che considera alleati “.
    Se poi il problema è il prezzo del gas, chi è il nemico: Putin, che sta finendo il suo gasdotto verso la Germania (sarà distribuito in tutta Europa), l’America di Biden, che ha fatto bloccare il gasdotto che avrebbe poortato in Europa il gas dei campi Israeliani offshore, o i nostri ultimi governi, che hanno bloccato la produzione nostrana?

  2. Effettivamente fa cagare anche la grammatica.

  3. io capisco che siete giovani pensionati, e che a una certa età il cervello e’ quello che e’ ,ma riuscite a capire che questo tizio ha riportato la guerra in europa?
    Perche aveva paura della nato , che secondo me al russo medio manco gliene frega una cippa . E poi perche’? perche ‘ aveva paura.
    E allora , e questa e’ per te cara Barbara, allora pure i tedeschi nel 39 avevano paura.e pure gli arabi han paura in palestina.
    A rega, e godetevi la pensione e andate a camminare nei boschi.

    • Questo commento, vista la scarsa educazione dell’autore, avrebbe dovuto essere cestinato. Tuttavia, lo ritengo interessante in senso documentale. Sono andato a vedere i precedenti di questo commentatore, e ho trovato uno stile diverso: non necessariamente commenti centrati, ma mai isterici. Penso che l’involuzione di AM sia rappresentativa di una involuzione degli interventi su web e, forse, della nostra società. Sono, a mio parere, gli effetti di due anni di semina governativa, che ha attecchito in molti. Si è cominciato con gli slogan del tipo “dimostriamo di essere un grande Paese”, cui rispondevano entusiasti i Giovani Italiani al grido di “Andrà Tutto Bene!”, con esposizione di lenzuoli arcobaleno e canti stonati dell’inno di Mameli, dove “stringiamci a coorte” diventava “stringiamoci a corte”. Quello che è poi seguito, culminato nella caccia all’untore, lo abbiamo sperimentato di recente. Adesso il fuoco si sposta su una guerra vera, ma non cambia la ricerca del Nemico Interno. Che presuppone, ovviamente, di interiorizzare l’esortazione: Impariamo Ad Amare Chi Ci Governa.
      Ci possono essere dubbi sul fatto che siamo peggiorati? O, più realisticamente, che è affiorato in superficie il peggioramento che covava da molto tempo?

      • Oltre alle cose che hai notato tu, ce ne sono alcune altre che mi inducono a pormi degli interrogativi. Quel “giovani pensionati”, per esempio. Essendo evidente che “pensionati” indica una categoria di esseri in qualche modo inferiori e degni del massimo disprezzo, qual è la funzione specifica di quel “giovani”? Si tratta di pesante sarcasmo intendendo in realtà che siamo decrepiti? O vuole forse suggerire invece che pur essendo abbastanza vecchi da essere pensionati, in un’epoca in cui le baby pensioni non esistono più, siamo tuttavia immaturi e incapaci di ragionamento e riflessione come non di rado lo sono i giovani? Fitto è il mistero.
        C’è poi la frase che richiama la nostra attenzione su ciò che il nostro povero cervello andato ormai in pappa non è più in grado di cogliere da solo, ossia che “questo tizio ha riportato la guerra in europa”, e sembrerebbe intendere – se qualcosa ancora il mio povero cervello da giovane pensionata è in grado di intendere ciò che altrui intende – che la guerra dall’Europa fosse assente da quella primavera di settantasette anni fa. E mi chiedo: dov’era questo signore negli anni Cinquanta, quanto veniva invasa e presa a cannonate l’Ungheria? Dov’era negli anni Sessanta quando veniva invasa a presa a cannonate la Cecoslovacchia? Dov’era negli anni Settanta quando veniva invaso e occupato per metà uno stato – tenetevi forte – appartenente alla NATO? Dov’era negli anni Novanta quando, per ben dieci anni, una guerra spietata alle porte, letteralmente, di casa nostra, ha devastato e distrutto città e regioni, prodotto morte per fame, stupri etnici, campi di concentramento, massacri indiscriminati, un genocidio, e oltre centomila morti?
        Ho anche qualche difficoltà a comprendere – nessuna meraviglia, essendo una giovane pensionata – chi e che cosa sia il “russo medio”, che il nostro ospite invece sembra conoscere addirittura meglio di Putin, al punto di sapere perfino che cosa c’è nella sua testa. Le due “analogie” con cui chiude il suo dotto intervento invece mi sfuggono. Forse sarà che la pappa del mio cervello si è ormai trasformata anche lei in acqua.

        • Pare che, come avviene per la gran parte degli scritti polemici che appaiono su internet, il succo sia: tacete!
          Si esplicita compiutamente nell’ultima frase. Prima di obbedire, mi sia concesso di indulgere in una notazione ortografica. Per tutto il pregevole scritto si nota una puntigliosa sostituzione di accenti con apostrofi. Ne ignoro la ragione. Noto solo che la forma dialettale “a rega” è l’unico luogo dove gli apostrofi troverebbero legittima collocazione. Invece no.
          Ed è addentrandoci in questo mistero lessicale che diamo l’addio definitivo al sig. AM.

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