Restaurazione nel Regno di Prussia, dopo il Congresso di Vienna

Questo orientamento reazionario assunse la forma di un

complesso di leggi economiche, sociali e politiche miranti

a conservare, e in taluni casi a restaurare, una quantità

di privilegi, di diritti e di restrizioni in gran parte

risalenti al Medio Evo, di grette sopravvivenze del passato

che da lungo tempo avevano perfino cessato di essere

pittoresche: siccome questo orientamento contrastava

apertamente con le esigenze dei tempi nuovi, era neces-

saria, per mantenerlo in vita, come avvenne, una complessa

e rovinosa struttura doganale. Ne conseguì una politica

di scoraggiamento sistematico del commercio e dell’in-

dustria; e poiché, d’altra parte, questa struttura antiquata

doveva essere difesa contro la pressione popolare, fu

creata una burocrazia dispotica, la quale ebbe il compito

di isolare la società tedesca dall’influenza contagiosa

delle idee e degli istituti liberali. L’accresciuto potere

della polizia, il rigido controllo introdotto in tutti i

campi della vita pubblica e privata provocarono una serie

di scritti di protesta, che furono rigorosamente stroncati

dalla censura governativa. Gli scrittori e i poeti tedeschi

andarono volontariamente in esilio e da Parigi o dalla

Svizzera condussero una campagna appassionata contro

il regime. 

(da “Karl Marx” di Isaiah Berlin)

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