Cioè

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Cioè: ci mettono 500 anni a darti ragione. Nel frattempo, se possono ti bruciano vivo.
Se ne deduce che nel 2521 mons. Viganò sarà fatto santo.

74 commenti to “Cioè”

  1. Mons. Viganò ti piace proprio tanto, eh? A parte questo, però mi chiedo: se ti piacciono tanto anche Lutero, la Confessio Augustana e la Riforma (che tu dici avevano “ragione”), perché passi tanto tempo – più che legittimamente, sia chiaro – a far la pulci alla Chiesa Cattolica che è così estranea alla tua mentalità e alla tua sensibilità e che impiega 500 anni a capire cos’è giusto e cosa non lo è? Non hai nulla da dire sull’operato e sulla predicazione dei membri della Chiesa Luterana, oppure – per l’appunto – attribuisci loro una “ragione” ,pregiudiziale, stabile e indiscutibile per tutti gli ultimi 500 anni? Tanto più che accusi pregiudizialmente la Chiesa Cattolica e il Papa di totale malafede e sconfinata ipocrisia. Ma forse sbaglio e perdo solo tempo con un cultore del servo arbitrio.
    P.S. Non fraintendermi come al solito, però: io non ho chiesa di sorta e per principio cerco di valutare gli uomini, uno per uno, uno alla volta, sperando di cogliere in essi – quando mi riesca praticabile – le luci della buona fede e del disinteresse. Sì, omnia munda mundis, insomma. Di tutto il resto me ne sbatto. Perché se una persona è capace e intelligente, tanto più gravi risulteranno i danni a me e al mondo intero che la stessa persona causerà nel caso risulti anche malvagia e malevola. Bè, per tornare a noi, a me Viganò ricorda tanto il famoso aforisma di Massimo Fini “omnia munda mundis, omnia sozza sozzis”, dandomi chiara l’impressione che lui appartenga alla seconda categoria e che quindi non valga proprio la pena di starlo a sentire, tanto meno di dargli credito.

    • Topo, da un lato mi rinfranca leggere i tuoi pipponi. Dall’altro mi domando come ti vengano fuori certi contorcimenti.
      Ah, complimenti per il tuo sodalizio con la Polverini. Comuni percorsi, vedo.

    • io… cerco di valutare gli uomini, uno per uno…. sperando di cogliere in essi… le luci della buona fede e del disinteresse. Sì, omnia munda mundis
      Scusa, Topo, ma ti senti fra’ Cristoforo o San Paolo? In entrambi i casi, la citazione non c’entra una cippa.

  2. Contorcimenti? Tu stai con Viganò, Erasmuccio. Con Viganò. E ti credi pure furbo starci.
    La Polverini? Chi quella di: “Senti ‘n po’, a bello…”. A bello, sei male informato. Io la Polverini non la tocco manco con la canna lunga. Altro che “sodalizio”. Tu forse pensi che il fatto che lei ora appoggia questo governo sposti qualcosa o che ciò addirittura me la renda adorabile. Ma questo è il tuo di modo piccino picciò di ragionare, il modo di un trinariciuto, evidentemente, che docilmente lustra chi gli dicono di lustrare, per non dire peggio. Non il mio. Ad ogni modo il “sodalizio” con lei riguarda te, semmai, almeno fino a ieri. Tienitela stretta, caro. Per me la Polverini resta ammassata con le emorroidi, le zanzare, il COVID, Salvini, la miseria, Trump, il fuoco di Sant’Antonio e tutto quel mucchio di belle cose cui mi piacerebbe tanto dar fuoco, se potessi. Ieri, oggi, domani.

    • Topo, eccoci qua. Ieri non avevo tempo. Ti devo fare i complimenti, perché non è solo la Polverini. Al tuo harem possiamo aggiungere Maria Rosaria Rossi, che temo non troverai illibata, Paola Binetti, che invece hai probabilità di deflorare, e Lady Mastella a fare da maîtresse. Pardon, vicemaitresse, perché il capo indiscusso sarà il sempre vispo Tabacci, uso a dare casa alle tue donne (vedi Bonino). Non so però se Tabacci sia eunuco, e fossi in te farei un controllino.
      Sempre attendendo Brunetta e la Carfagna.

  3. Ripeto: è gregge del tuo ovile, quanto meno fino all’altro ieri. Anzi, ti do una dritta: rientreranno presto le bestiacce, credimi, per cui non ti avventurare troppo nel maledirle, se no ti ritroverai tra non molto a dover scalare nuove e ancor più ardue vetrate. Quanto a me sai benissimo (e ciò dimostra una volta di più la tua abituale ipocrisia) che non sono mai stato loro elettore, tanto meno sostenitore, tanto meno estimatore, né mai lo sarò. Brunetta e Carfagna (il primo per tua reiterata esplicita amissione nel corso degli anni) fanno ancora parte di quel putrido, pletorico e berlusconico puttanaio (altro che harem!) che affolla il tuo personalissimo sancta sanctorum e mi fa un po’ specie che tu pensi di metterli in carico proprio al sottoscritto che sai benissimo, qualunque cosa possa succedere, di loro farebbe comunque calce (di nuovo: altro che harem!). Anzi, fammi il favore, alla prossima cena elegante, quando, in guêpière e orecchie di coniglia, servirai l’aperitivo, non mancare di trasmettere loro i miei peggiori sentimenti. Solo a loro, per il momento.

    • Topo, vorrei che fosse chiaro che non sto rispondendo alle tue ingenue provocazioni, ma sto solo dandoti delle dritte per non essere asfaltato nelle discussioni. Se tu accusi Dracula di avere bevuto il tuo sangue, forse il giudice vorrà vedere i segni sul tuo collo taurino, però almeno è accusa plausibile. Se invece lo accusi di avere mangiato i sedani del tuo orto, tutti ridono. Così, se tu accusi me, noto miscredente, di essere un seguace di Mons.Viganò, tutti ti guardano con commiserazione. Idem se tu mi accusi di essere un fan di Brunetta, quando, essendo residente a Venezia, l’ho pubblicamente sbeffeggiato al momento che si presentò alle elezioni come aspirante sindaco. Almeno mi avessi accusato di parteggiare per Mara Carfagna, che è un po’ troppo ossuta, ma insomma, potrei anche prenderla in considerazione. No, non politicamente.

  4. 1) No, a chi vuoi darla a intendere? A te Viganò piace, e pure tanto. Ma non per ragioni religiose o teologiche, no, ma solo perché accusa Papa Francesco, che invece sta sullo stomaco a te e a tutti gli atei devoti come te. Atei nell’anima, devotissimi nel corpo a chiunque protegga lo status quo, ai prepotenti che ci sguazzano, ai diavoli allergici ai discorsi a favore dei diseredati. E questa è anche la ragione per cui ciarli di Lutero e di quanta ragione avesse, solo perché di Lutero ha parlato il Papa, salvo poi – quando le opportunità si invertono – suonare altre campane. Non c’è male come “miscredente”.
    2) Un “miscredente” autentico non fa le pulci ad una confessione, perché il “miscredente” vero se ne sbatte serenamente di ogni religione. Finché qualcuno non gli pesti i piedi, vive e lascia vivere. E’ leale e sincero con ogni uomo e fancùla chiunque gli ordini di inveire su qualcuno ed incensare altri per salvaguardare biechi interessi che non possono essere i suoi, per poi avere la faccia di dire di non essere interessato, di non aver partito, di essere “miscredente”, appunto. “Miscridente”, certo. Tu sei miscredente e leale come lo erano il Griso o Squinternotto.
    3) Attento a protestare la tua avversione a Brunetta. Il gallo potrebbe cantare da un momento all’altro.

    • Topo, cercherò di spiegarti in modo semplice, perché forse non sei in mala fede, è solo che non capisci. Tu tieni per la Roma, giusto? Allora, supponi per un attimo che siamo all’ultima di campionato, e la Roma sia prima a pari merito con, diciamo, la Juve. La Roma gioca sabato, e vince. La Juve gioca domenica con la Lazio. La domenica mattina tu dici: speriamo che vinca la Lazio. Topo, adesso concentrati prima di rispondere alla domanda: questo fa di te un laziale?

    • Atei nell’anima, devotissimi nel corpo
      Preziosissimo cammeo. Da Topo.

  5. No, la circostanza non farebbe di me un “lazziale”, ma il tuo paragone – lungi dal semplificare il discorso – non c’entra un piffero, calzando come la tua panciera Gibaud a un ippopotamo. Soprattutto non si capisce chi/cosa impersonerebbe chi/cosa. Ciò che rimane accertato è che sei solo uno dei tanti (i più stanno molto sopra a te, ovvio) che hanno l’ordine di contrastare e irridere chiunque parli male della ricchezza eccessiva, della finanza, dei crimini punibili ma generalmente impuniti, della giustizia non a pagamento, della magistratura onesta, ecc., guardandoti bene dal proporre alternative ad essi, che in effetti suonerebbero oltremodo sconce. Piuttosto, lasci volentieri che lo facciano i tuoi soggetti di riferimento. Tipo la Moratti, la quale – lei si – ha la faccia da culo per pretendere esplicitamente (manco Superciuk, quello che rubava ai poveri per dare ai ricchi, sarebbe arrivato a tanta infamia) che i vaccini anti-COVID siano distribuiti alle regioni in base alla rispettiva ricchezza. E già, ecco un personaggio che ti si attaglia molto bene: Superciuk. In Iran ci sono i Pasdaran, i Guardiani delle Rivoluzione, qui in Occidente, specie in Italia, ci sono i Superciuk, i Guardiani della Reazione, come te, guidati dai tanti Menemio Agrippa che circolano e badano bene che persone come Moro, Falcone, Borsellino, il Papa, Davigo, ecc., se viventi, non rompano troppo i coglioni e, se opportunamente decedute, vengano ridotte ad innocue icone cui tuttalpiù chiedere un miracolo o una grazia.

    • Sai che m’ero dimenticato delle tue letture da intellettuale? I fumetti. Mi ricordo adesso che citavi l’Intrepido. Questo Superciuk ho dovuto cercarlo su Google. Bello, comunque, il tuo elenco di idoli, in maggioranza morti per terrorismo. Nel mio elenco personale ci sono solo Falcone e Borsellino. Il primo, nemico di Leoluca Orlando e di tutta la lobby di Repubblica. Il secondo era di simpatie nostalgiche, occorre ammetterlo. Ma anche nemico della mafia. Quegli altri, Topo, te li lascio volentieri. Prova a chiedere a San Aldo Moro la grazia di capire le analogie.

      • Sono cresciuto a pane e fumetti, sì, e non me ne pento affatto. Ho ancora tutte le annate di Linus, dal ’66 al ’95. Fino a pochi anni orsono ho letto tutti i Tex editi. E leggo fumetti ancora oggi. Poi, non so te, ma io a sei anni, prima di andare a scuola, avevo già letto I Tre Moschettieri. Subito appresso Vent’anni Dopo e Il Visconte di Bragelonne, Gordon Pym, Robinson Crusoe, Tartarin di Tarascona, Guerra e Pace, per citare quelli che mi tornano in mente ora, e poi tanti altri. A tredici anni avevo esaurito Checov, Poe, Chandler e Bulgakov. Un anno dopo ho terminato di rileggerli tutti. Poi ho continuato a leggere e rileggere, sempre. Dostoevskij e Tex, Pavese e Jacovitti, Gadda e Shultz, Buzzati e Al Capp, Dos Passos e Altan, Joice e Lunari, Pennac e Zerocalcare. Sì, ho una formazione piuttosto popolare, plebea, se vuoi, ma tu resti solo un patetico Superciuk d’accatto, uno che per diventare un Menenio Agrippa né deve magiare di patate e per molto tempo ancora continuerà a vederlo col binocolo uno come Menemio.

        • Cioè,Topo, fammi capire. Il modello che proponi (che per me dichiari desiderabile ma inarrivabile) è Menenio Agrippa, uno che teneva buona la plebe e difendeva i patrizi col ricatto sociale? Ossia, il simbolo della reazione, portato a esempio negativo da tutte le sinistre?

    • Vedo che Menenio Agrippa gli è particolarmente caro.
      p.s. In Italia ci son pure i Topi.

  6. POSCRITTO
    Dimenticavo di sottolinearti che questo tuo implicito ma significativo predicozzo contro L’Intrepido e i fumetti in generale mi ricorda tanto le invettive che da bambino sentivo pronunciare da vecchi rincoglioniti, barbogi e (non a caso) reazionari che andavano predicando che la loro lettura coltiva l’ignoranza, per non parlare delle infami deviazioni cui conduceva. Invece gli ignoranti alienati erano proprio loro, che non sospettavano nemmeno l’esistenza e il successo di capolavori letterari quali ad esempio sono unanimemente riconosciuti i Peanuts o Li’l Abner. Ma sì, in fondo non avevano neanche un cervello adeguato a comprenderli. Mi dispiace ma qualcosa del genere vale anche per te, che scopri il Gruppo TNT nel 2021, con la bellezza di 52 anni di ritardo, e che chissà quali e quanti altri ben più importanti monumenti del fumetto continui a ignorare.

    • [Topo, quante volte ti devo dire che devi mantenere il nome e l’email di prima, se no vai in moderazione? Su, non è difficile.]
      Tu, Topo, non hai capito una cosa. Nessuno ti ha mai criticato per quello che leggi, ma per quello che non leggi. A tutti è stato sempre evidente che sei fermo alle letture dei tempi della scuola. Perciò, non è che ti si rinfaccia avere letto l’Intrepido, ma semmai di avere letto solo quello, o almeno di avere sedimentato solo i concetti estratti dai giornalini dell’epoca, e poco altro. Per questo, cosa che ti ha fatto arrabbiare, si diceva che il tuo bagaglio culturale è fatto di Pinocchio e il Mein Kampf. Ma se hai capito che non bisognava leggere nessuno dei due, hai capito molto male. Si intendeva invece che non bisognerebbe avere letto solo quelli. Adesso tu aggiungi I Tre Moschettieri. E va bene: Pinocchio, Mein Kampf e Tre Moschettieri.

  7. Sei proprio una testa di marmo. Ma di che “modello” del piffero parli, sciocco? intendevo dire che tu – nell’ambito dei Cazzdaran, i Guardiani della Reazione sempre pronti a soffocare ogni barlume di umanità che si manifesti nel mondo – sei e rimarrai sempre un Superciuk da strapazzo, una retrovia che nessuno si caca, per quanto tu possa ostinarti a tenere ancora aperta questa bettola, un’oscuro marmittone che non ha speranze di raggiungere i gradi di un ideale odierno Menenio Agrippa qualsiasi, che perciò dall’alto del suo livello superiore – quanto a sagacia e vivacità di mente – continuerà a cacarti in testa nei secoli dei secoli, anche quando (praticamente sempre) non lo si potesse definire esattamente una cima. Parlo dei fari, di gittata e potenza variabili, da cui via via hai preso o prendi ancora ordini e cui non potrai mai far altro che reggere idealmente la coda. Gianni Letta, la Fallaci, Dell’Utri, Briatore, la Maglie, Sgarbi, Kagan, Ferrara, Viganò, Trump, Bannon, ecc., ecc.. Tutti figuri che al massimo possono definirsi mediocri, ma che in assoluto eccellono per malizia, megalomania e narcisismo. Tutte doti che fan presa sui fregnoni del calibro tuo e di quanti da noi usino votare e sostenere Salvini, Meloni e Berlusconi, e in USA si dimostrino disposti ad assaltare il Congresso per uno come Trump. Pensaci, Erasmuccio: per uno come Trump, cazzo.

  8. Sempre appassionato di refusi, eh? Ma non ti dirò che molti anni orsono, oramai, lessi Gente di Dublino, l’Ulisse e La Veglia di Finnegan (una vera impresa, questa), perché, per difendere il fumetto, ti ho già detto fin troppo di cose che restano pur sempre cazzi miei. Però capisco perché sottolinei Joyce (refuso a parte): perché hai letto o provato a leggere anche tu l’Ulisse. Dilapidando ettolitri di caffè sei anche arrivato, stremato come Dorando Pietri, alla fine, non c’hai capito una mazza, ma siccome sei sempre preoccupato di sembrare l’uomo più intelligente del mondo (come nella famosa barzelletta su Craxi) presupponi che nessuno fra i volgari mortali che cerchi di suggestionare ci sia potuto riuscire. E’ tipico delle mezze calzette volere a tutti i costi finire un libro come l’Ulisse solo per poter dire di averlo letto. Per quanto mi riguarda ho interrotto un’infinità di letture di libri, anche molto famosi e celebrati come l’Ulisse, perché non mi piacevano o non riuscivo a penetrarne il senso. Non mi faccio problemi, io, sono un plebeo. Figurati che leggo anche i fumetti.

    • Ma no, tu mi fai più malizioso di quello che sono. Ma dimmi, piuttosto: in quale lingua hai letto l’Ulisse e la Veglia?

    • Belin, ho scritto senza aver letto questo commento. Molti anni orè ha davvero letto La contraffazione di Finnegan. Fosse stato sincero avrebbe scritto che poco tempo orè ne ha conosciuto l’esistenza.

    • Sai, dipende molto da chi è il tuo interlocutore. E poi le mie due ultime citazioni sono di due film-monumento, specie I Soliti Ignoti. Ma questa forse non è roba per te e non saprei se riesci ad apprezzarla.

  9. In italiano, ovvio. Mica sono un poliglotta come te. Ma ora basta. Intuisco dove vuoi andare a parare e ti vorrei risparmiare l’ennesima toppa in cui la tua malizia potrebbe farti incappare. Chiudila qui, allora.
    PS. De La Veglia di Finnegan lessi negli anni ’80 o ’90, quando da un paio di decenni infuriava la moda leggere di Joyce, una traduzione parziale, l’unica disponibile credo. Proprio in quegli anni smisi di leggere i romanzi di moda, per dedicarmi solo ai classici, tra i quali metto anche Orwell, ma non ancora Joyce. Non so se oggi sia disponibile una traduzione completa. Può darsi, e tu – che certamente l’avrai letta nella versione integrale originale e anche nelle traduzioni uzbeka,e swahili – senza meno ne saprai qualcosa. A me comunque basta e avanza aver letto quella riduzione di quel libro. E poi riconosco che oggi non ho più la concentrazione necessaria per affrontare nuovamente un testo simile. Meglio rileggere Rabelais, Boccaccio, tutti i russi, ma anche la grande Yourcenar.

    • Topo, Topo. Volevo vedere fin dove ti spingevi. Hai fatto bene a fermarti sull’orlo dell’abisso. Finnegans Wake non è traducibile, essendo un esperimento linguistico. Esistono edizioni italiane con testo a fronte, che servono a alleviare il terribile pondo della lettura, che comunque deve essere fatta nella lingua originale. Anche l’Ulisse, d’altra parte, non è leggibile solo in italiano. Non ho detto, Topo, che perdi qualcosa nella traduzione. Ho detto che non è leggibile, nel senso che non è comprensibile. Se la cosa può essere di tuo interesse, ho letto l’Ulisse, ma non Finnegans Wake. Le mie motivazioni le lascio descrivere a te, che ne sai di più.

  10. Ti sbagli, Erasmuccio, ti sbagli. Controlla meglio. Io non ne so di più, ma quella riduzione la lessi. Graziaddio non era lunghissima come l’inavvicinabile integrale.

  11. No, scemo. Riduzione nel senso di traduzione parziale ( non so quanto) dell’intero testo. Di più non ricordo ma ti consiglio di googlare per approfondire.

  12. Con umanità? Per carità, insulta, bestemmia, scorreggia pure quanto ti pare. Per me è lo stesso, ché da te non mi attendo granché di meglio.
    PS. Di che parli? Io non vedo né sento nulla e nessuno.

  13. Il topo è sempre una garanzia di comicità involontaria.

  14. Attribuire a qualcuno “comicità involontaria” è espediente fra i più sudati ma anche piccini e triviali che un cafone furbetto da quattro soldi può escogitare per dar a intendere di esistere, specie quando al medesimo scopo egli/ella non disponga di alcuna ideuzza degna di questo termine da proporre. E pensa anche di apparire sottile nell’affidarsi a simili consumati sotterfugi, il/la poveretto/a.
    E Simia S.ra Paoletta Paperetta, abbia pure un po’ di coraggio! Esprima un’opinione nel merito di ciò che legge, se ne ha. Altrimenti abbia la cortesia di risparmiarsi e risparmiarci offese tanto banali, inopinate, insulse e gratuite. Offese che di pertinente han solo la particolarità di risultarle fra le più sgradevoli, quando fosse lei a riceverle, suonando per questa ragione ancor piu maliziose e meschine. Ah, quanto deve roderle il culo quando le attribuiscono “comicità involontaria”! Vero? Ma a rifarsi col sottoscritto non ci guadagna granché, né ci fa bella figura, sa. Lei però faccia pur sempre quel che più le piace. Se in futuro vorrà replicarmi questo genere di insulti, delle sue contumelie farò quel che faccio della presente e di quelle del suo amichetto Perspicuo. Cioè, me ne fregio (e il grande Ettore mi perdoni).

    • Topo, ti inviterei a essere più educato, se non nei miei confronti, in quelli delle mie ospiti. Trovarti comico non è un’offesa. Ognuno ha il suo senso dell’umorismo. Tu potresti utilmente obiettare che c’è chi ha un senso dell’umorismo grossolano, o macabro, o da sempliciotto, o infantile, o sofisticato, e così via. Ti voglio raccontare un racconto che ho ascoltato, molti anni fa. Ho conosciuto un reduce della guerra di Corea, che raccontava come lui, americano, stesse accampato con commilitoni americani e sudcoreani. Gli americani raccontavano barzellette e facezie, ma i coreani non ridevano mai. Poi, un giorno, successe che uno dei coreani venisse investito da un mezzo cingolato. Rimase prigioniero sotto i cingoli, che gli stritolavano le gambe. E i suoi compagni coreani ridevano a crepapelle. Capisci, Topo? Ognuno ride di quello che trova comico. Devo dire che anch’io ti trovo comico, senza dubbio in modo involontario. Però nessuno ti ha stritolato le gambe. Anzi, sei tu che hai una certa tendenza a stritolare le palle altrui.

    • banali, inopinate, insulse e gratuite
      Non c’è niente da fare. Continua a scrivere molto più in su del suo culo, e a ritenere che accumulare aggettivi rafforzi il concetto in una concatenazione logica sempre più ferrea.
      Posso sbagliare, ma ritengo che “inopinate”, composto da ben 5 sillabe, renda, secondo il Topo, più palpabile il concetto. Se poi nemmeno sa che cosa significhi, pazienza. Il Topo è Topo.

      p.s.
      Sig.ra Paoletta, son sicuro che non si farà trarre in inganno e non esprimerà opinioni scontate. Offenda tranquillamente. Il Topo ha esordito nel 1987 facendo il verso a Top Gun, ed è ancora vivo e vegeto anche se ormai i commenti glieli scrive il nipote ingegnere furbo, quello che compra le magliette tarmate per la congiura della Diesel, che le offre gratis ai commessi sapendo che quando arriva un fesso ne compra tre o quattro. E magari una la regala allo zio Topo.

  15. Perché non lasci che sia la tua ospite a replicare, specie se ritieni che io l’abbia offesa. E poi: ammesso e non concesso che l’abbia offesa, una sola cosa è certa, ossia che, nonostante i tuoi affannosi contorcimenti (ridicoli, quelli davvero sì), il primo ad essere stato offeso sono io. Stronzo. Ma non prendertela per questo epiteto, ché ognuno ha la sua sensibilità e il suo senso dell’offesa. Mi ricordo di aver conosciuto un reduce della Legione Straniera. Mi raccontò che era secondino della prigione della caserma di Nabir Ahrbar. Lui e gli altri secondini usavano insultare in continuazione i beduini ribelli detenuti dietro le sbarre: frocio, cornuto, pappone, … macché, non facevano una piega. Poi un giorno un secondino chiese ad uno di loro se fosse leghista. Apriti cielo! Tutti i detenuti s’incazzarono come cobra incazzati, distrussero prima la prigione, poi il forte, dei legionari fecero carne di porco e infine scomparvero dietro le dune con tutti i cammelli, i cavalli e gli armamenti della guarnigione. Capisci, stronzo di razzista disposto a credere a ogni cazzata che ti raccontano? Ognuno s’offende per quello che trova personalmente ingiurioso. Devo dire che anch’io ti trovo molto ingiurioso e offensivo, senza dubbio in modo involontario, nel senso che usi assimilare il mondo e le persone al tuo povero cervellino di mentecatto. Cosa puoi farci? In quanto mentecatto, di ciò non puoi mica renderti conto, tanto meno aver responsabilità.

    • Oggettivamente, il Topo si è incazzato. Eppure l’ho trattato con umanità.
      Vedi, Topo, la differenza fra la storia mia e la tua è che la mia è vera. La tua è penosissima.

      • Sì, si è davvero incazzato. Ma si è sfogato con una storiella preziosissima, anche per quei cobra che s’incazzano come cobra incazzati.
        Topo, scrivi da dio.
        (Si dovrebbe incazzare, ma chissà…)

  16. Oggettivamente, sei patetico. La tua storiella sarà vero che te la sei bevuta, non che sia veramente accaduta. E te la sei bevuta con quella malizia furbetta e squallida del razzista prevenuto. Quanto ad “incazzarmi”, ci mancherebbe che venissi qui per “incazzarmi”. Tutt’altro, Perspicuo. Tu t’illudi. Lo so che la cosa ti farebbe piacere, e immagino pure quanto. Invece, sai bene anche tu che in fondo, se vengo qui, semmai è per ridere di gusto delle tue cialtronate e delle tue pose, come delle tue pie illusioni sul mio conto.

    • Topo, io comprendo il tuo stato d’animo, nel giorno che Conte sale al Quirinale. Ma vedrai, si risolverà tutto per la soddisfazione tua e di Travaglio. Tabacci, Binetti, Mastella, Polverini, Brunetta e altri volonterosi. Magari una spruzzata di Bonino e Maria Elena Boschi. O, meglio di tutto, un bel governo Ursula, con il Cavaliere finalmente con te (ConTe). Tranquillo.

  17. Povero Erasmo. Non prendertela così, almeno non in questo modo deprimente. Vedi, anche a me piace molto ma molto poco questa storia. D’altronde, però, dovremmo esserci ben abituati. Non solo perché siamo tutti “‘na manica de tzotzi” (come dice Cosimo ne “I Soliti Ignoti”), ma anche perché essa fa parte dei possibili giochi politici di una democrazia parlamentare. Sia pure con frequenza troppo ricorrente da noi, e questo ci riporta al fatto che gli italiani sono mediamente “‘na manica de tzotzi”. E, finché non si inventi qualcosa di meglio, dobbiamo solo accettarla. Con mille giustificatissimi mugugni, ma occorre accettare ogni cosa espressa dalla volontà della maggioranza degli eletti. E ripeto: se ci fanno schifo è perché tutti noi facciamo mediamente schifo. Lamentarsi poi solo quando la manfrina non fa il gioco della propria parte è allora semplicemente ridicolo oltre che vergognosamente ipocrita, Quasi che ogni volta cadessimo dal pero e scoprissimo per la prima volta quest’andazzo. Quasi che i voltagabbana distassero anni luce dalla mentalità corrotta di noi italiani, che non a caso produciamo questa classe politica. Che si abbia a che fare con Brunetta, la Boschi e i “volenterosi” di turno oggi, come col senatore Grillo (1994), come con Cossiga e Buttiglione (1998/99), come con De Gregorio e Mastella (2008), come con Razzi e Scilipoti (2010), come con con Alfano, Lupi, Lorenzin, Quagliarello, Schifani, ecc. (2013), è la storia che si ripete, anche in forma di farsa permanente, non necessariamente di tragedia. Tu però, immagino, sei per le elezioni permanenti, almeno quando al potere non ci siano già i fascisti tuoi prediletti. Ma le elezioni in Italia non hanno mai risolto i problemi di stabilità del Governo e del Parlamento. Negli ultimi 30 anni le uniche elezioni che hanno prodotto una maggioranza netta e pregiudizialmente solida furono quelle del 2001, che con la legislatura finita con i bilanci falsi mandati da Tremonti a Bruxelles (manco la Banda Bassotti), e quelle del 2008, che produsse un governo (con dentro la Meloni) che ci condusse ad una crisi mai vista prima e che venne sciolto – poco correttamente quanto vuoi – ma per carità d’Iddio E senza che neanche uno nella maggioranza che lo sosteneva ebbe a fiatare. Eppure quelli come te continuano a farsi pippe strillando “Elezioni! Elezioni!”. Non so forse avete davvero bisogno di andare anzitempo alle urne per rendervi conto che è vezzo poco serio e che non ci procurerebbero nulla di decisivo, per quanto giornaloni e TV si sfiatino a ripetere che, se si andasse al voto, vincerebbe nettamente la destra. Magari sarà pure, è già successo, ma io – fossi i tuoi amici Salvini e Meloni – non ci conterei troppo e ci andrei con i piedi di piombo.

    • Veramente, Topo, quello che distingue fra responsabili buoni e cattivi è Travaglio. Il quale, quindi, sarebbe “semplicemente ridicolo oltre che vergognosamente ipocrita“, secondo le tue parole. Guarda che se lo viene a sapere si incazza. Ma non lo viene a sapere, questo è vero.

  18. Non so cosa ne pensi Travaglio, io sono responsabile delle opinioni che esprimo io (sì, lo so che tu non puoi permetterti questa libertà), e i nomi che ho citato sopra per me sono tutti bollati. Per sempre. Ma dobbiamo ammettere di non vivere su Marte o a Bengodi e che la politica rimane, qui sulla terra, pur sempre fatta di formichiani “sangue e merda”. Altrimenti, ritengo, l’esigenza stessa della politica non si porrebbe proprio. Nondimeno, penso anche che un limite debba comunque sussistere. Personalmente, non mi accontenterei mai di meno di un assolvimento a un livello pur sempre realisticamente passabile di dignità e onore dei doveri istituzionali. Per esempio, il tuo faro Salvini si crede furbo, ma invece si dimostra una volta di più il coglionazzo disonesto, vigliacco e opportunista che è quando:
    1) propone Berlusconi a Capo della Stato, solo perché teme che oggi possa dirigersi – Dio non voglia anche questo – dalle parti di Conte, magari convinto che nessuno colga le evidentissime, per quanto inconfessabili ragioni di una furbata siffatta (trattasi, per altro, di cosa molto più grave e immonda di una promessa di ricompensa venale, come furono quelle di Belusconi a De Gregorio, Scilipoti, Razzi, ecc.);
    2) definisce “traditori” coloro che da destra aderiscano alle pretese lusinghe di Conte, quando – almeno in questo caso – la medaglia di merda del “traditore” la vince proprio lui a mani basse, lui che se ne andò al governo con Grillo non più di due anni e mezzo fa, piantando il resto degli alleati (solennemente dichiarati tali nella campagna elettorale del giorno prima) all’opposizione.
    Bè, io, per livello di dignità e onore realisticamente passabile, non intendo certo quello di chi proclami simili offese all’intelligenza e all’onestà. E neanche la bassezza (questo però non ci sarebbe neanche il bisogno di chiarirlo) di proporre un politico pluri-indagato e pluri-prescritto per reati particolarmente infamanti, nonché pregiudicato per frode fiscale, a Capo dello Stato. Ciò soltanto per volgarissima e vistosissima convenienza del momento, null’altro che vendere gli elettori e le istituzioni che dovrebbero rappresentarli all’incontenibile sete di potere sua e dei suoi mandanti. Ancor meno dignità e onore dimostra poi l’altro faro della tua destra, la Meloni che sbraita come un’arpia tentando di accreditarsi come marziana e di farci dimenticare i suoi annosi trascorsi al governo del Paese agli ordini del predetto campione di probità.
    Per me, insomma, le doti che un politico dovrebbe possedere e impiegare rimangono quelle che Al Pacino enuncia in questo famoso discorso, di cui sottoscrivo anche le virgole:
    https://www.bing.com/videos/search?q=discorso+finale+scent+of+woman&docid=608051109251842321&mid=3DEB86897E861F11EB473DEB86897E861F11EB47&view=detail&FORM=VIRE

  19. Sai, dipende molto da chi è il tuo interlocutore. Ad ogni modo, sempre meglio che riferire le panzane di un sedicente reduce della Corea. Senza contare che i due film citati sono due monumenti, specie I Soliti Ignoti. Ma questo non credo sia proprio pane per i tuoi denti di leghista.

    • Ma Topo, tu mi hai considerato interlocutore valido per citare una spataffiata di libri, compreso Finnegans Wake. Avrai notato che io ho fatto solo domande, non ho mai messo ostensibilmente in dubbio che tu li avessi letti. Lo ritengo un atto di grande gentilezza, per non dire umanità. E adesso tu mordi la mano che ti ha accarezzato? Topo, tu sei arrivato a darmi del fascista. Tu, un sodale di Teodoro Buontempo detto er Pecora. Uno abbonato al Candido di Pisanò, fedele e quotidiano lettore del Giornale d’Italia, uso a trattare i paralitici in carrozzella come esseri inferiori, a usare il termine “giudecca” quale sentina di ogni vizio, a parlare dell’Inghilterra come “perfida Albione” (lo ammetto, in questo caso ho perso le prove). Guarda, Topo, sono deluso e amareggiato.

      • Sì, è vero, io avevo stima di te, e ti avevo “considerato interlocutore valido per citare una spataffiata di libri, compreso Finnegans Wake”, ma anche per citarti Al Pacino di Scent of Woman e Memmo Carotenuto de I Soliti Ignoti, però. Tu però hai dato a intendere di considerarli robaccia, accreditandoti – almeno ai miei occhi (ma non solo, credimi) – come un mediocre e falso schizzinoso. Del resto, anche se abbiamo tutti gli stessi diritti, non siamo tutti uguali, e così …. “E così gli uomini si dividono in fazioni, c’è chi è contro alla biblioteca chi pro, chi forma sette e chi dedica la propria vita a scoprire il libro contenente la Verità Ultima”.

      • Dimenticavo, stronzetto. Dici: “Avrai notato che io ho fatto solo domande, non ho mai messo ostensibilmente in dubbio che tu li avessi letti. Lo ritengo un atto di grande gentilezza, per non dire umanità”. No, in dubbio ce l’hai messo eccome. Di più: si vede lontano cento miglia che la cosa fa rodere parecchio il culo al secredente “uomo più intelligente del mondo” e magari anche il più colto. Perché, come diceva il nostro saggio poeta, perché a tutto si crede e perché a nulla si crede mai. E ho detto tutto (tanto per citare un altro gigante, il grande Peppino).

  20. Avevo già risposto ma, non so come, il commento è andato a finire molto sopra.

  21. Non lo so. Cos’avrei da nascondere? Che dovrei ammettere d’altro? Sara stato anche un mio errore ma non so neanche questo di sicuro. Non c’è niente da fare sei davvero sempre il solito stronzo.

    • Su su, non ti autofustigare. Chissà quanti ce n’erano, specie a Roma, di giovani attratti dalla destra. Poi hai fatto il tuo percorso. Anche se finire dalle parti di Travaglio e Grillo non è granché, almeno hai dimostrato di saper cambiare.

  22. Topo, non dimenticare che il sig.Train ci legge avidamente. Questa tua frase a due negazioni e mezza, “non sei meno prevedibile di un lombrico sollecitato da una canna” lo sta facendo impazzire. Il lombrico. La canna. Non prevedibile, anzi, non meno prevedibile: vorrà per caso dire prevedibile in misura uguale o maggiore? E come si comporta un lombrico sollecitato da una canna? E se fosse uno stecco, un bastoncino, un ferro? Dalle orecchie del sig.Train si alzano due colonne di fumo nero.

    • Per una volta ti voglio dare ragione, Erasmo caro.

      Sono un tuo lettore perché trovo divertente leggierti qui, così come trovo divertente leggiere i tuoi interventi su Twitter.

      JT

      • Beato lei, sig.Train, che ha tutto quel tempo libero con lo stipendio pagato. Finché non viene la Troika. No, non è una signora di facili costumi.

        • Tempo libero?
          Se per lei essere costretti a stare a casa davanti ad un PC per fare lezioni in video conferenza causa pandemia è tempo libero, preferirei di gran lunga stare dentro le aule. Lei parla di questioni che non conosce e non sa quello che scrive.

        • Il cuore mi sanguina, sig.Train, al pensiero della Sua disagiata condizione. Istituiranno un nuovo Giorno Della Memoria per ricordare le Sue sofferenze.

        • E’ vero, lui del tempo libero ne ha da vendere. Tieni conto però che gli edge fund e le scommesse al ribasso gliene rubano parecchio, a quanto pare. Il resto lo passa dal barbiere a spettegolare su questo o quello, a guardare il culo alla Bersagliera, quando passa e a tenere sporca questa latrina.

      • Su twitter? Sono curioso, JT. fammi sapere come individuarlo (topogonzo@gmail.com), ché non sono pratico del mezzo, ma sono un grande estimatore del soggetto.

  23. Lo so, sono in ritardo, e ci ho messo un po’a leggere il thread, ma onestamente, topo: Profumo di donna, quello con Al Pacino era una cagata. Il capolavoro era quello con Gassmann. E tra l’altro con una splendida Agostina Belli (per eccellenza materiale masturbatorio dell’epoca) e lo sfortunato Alessandro Momo.
    Ti segnalo, Erasmo, una storia a lieto fine, così rara di questi tempi, e credo nel tuo campo di competenza.
    http://acecomments.mu.nu/?post=392348

      • Letto. Per me è un po’ arabo, ma se gli hedge fund cominciano a prendere bastonate sui denti, ho la speranza, probabilmente infondata, che l’economia reale torni a significare qualcosa.
        Comunque, vorrei avere scommesso al ribasso la settimana scorsa sul governo Conte.

    • Guardi, Myollnir, che io segnalavo Scent of Woman soprattutto per il famoso discorso di Al Pacino, che secondo me dovrebbe essere riportato nella prefazione o nel primo capitolo di ogni manuale di etica politica. Citare l’originale italiano non aveva alcun senso, data l’assoluta inesistenza di attinenze con ciò che si discuteva. Concordo però sul fatto che l’originale di Risi sia un capolavoro. Ma non possiamo paragonarlo al remake americano, che – cosa che vale per tutti o quasi i remake americani di film europei, per svariati motivi – è cosa totalmente diversa, per trama, ambientazione, spirito e anche mezzi tecnici. In ogni caso confermo che per me, facendo queste opportune tare e immaginando di non aver mai visto l’originale (cosa che distoglie parecchio il giudizio), anche Scent of Woman raggiunge spunti drammatici e grotteschi notevolissimi e rimane un gran film. Inoltre in questo caso, contrariamente al solito, la versione americana non banalizza affatto l’argomento del film. Provi a rivederlo e sicuramente mi darà almeno in parte ragione.
      OT. Ricordo di essermi trovato presente, in zona Ponte Milvio, quando si verificò l’incidente di moto che – lo seppi solo quando arrivai a casa – uccise Momo. Era il ’74 e lui era davvero sulla cresta dell’onda, come forse nessun altro giovane attore, in quel momento.

  24. Di solito il lombrico è sollecitato dalla canna da pesca.

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