Tosca

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Se gli elettori del Collegio Milano 1 mandano giosamente al Parlamento tal Bruno Tabacci, perché sorprendersi dell’insistito, fastidioso applauso all’altro democristo, tributato ieri dai più abbienti del Collegio? Non mi sorprendo.

Sono più sorpreso di ascoltare una bella Tosca alla Scala, e, ancora di più, di vedere una bella Tosca, nel senso che la regia e le scene, sia pure qua e là con qualche pompierismo, erano più che soddisfacenti, e in alcuni passaggi, specie del primo atto, davvero rimarchevoli. Direi un buon esempio di come si possano sfruttare le tecnologie attuali senza scadere nel dozzinale: si veda, ad esempio, il diffondersi del colore sulla Maddalena dipinta da Cavaradossi, oppure l’ardito animarsi degli affreschi di Palazzo Farnese.

I tre protagonisti mi sono sembrati eccellenti. La Netrebko è la mia preferita da molto tempo, e l’errore del secondo atto, con smorfia, non fa diminuire il mio apprezzamento. Molto bravo Luca Salsi (Scarpia) che ha avuto la presenza di spirito di accompagnare l’errore della Netrebko, per renderlo accettabile. E comunque molto bravo per tutta l’opera, e dotato di physique du rôle. Il maestro Chailly è una sicurezza, sempre.

Tosca è opera di franco anticlericalesimo d’epoca, e nulla è stato fatto per nasconderlo. Anche questa è una bella cosa.

[Filippo Facci: “Bisogna spiegare a Mattarella che dev’esser lui a interrompere gli applausi dei lemuri, magari sedendosi, sennò quelli non la smettono”]

 

13 commenti to “Tosca”

  1. Mi inchino alla tua competenza. A me è piaciuto Cavaradossi più di Scarpia E la Netrebko mi è sembrata un po’ “dura” (non riesco a trovare un termine più adeguato). La musica me la sono goduta tutta. Il costume del secondo atto di Tosca era davvero brutto.

    • Io un termine più adeguato ce l’ho: una mummia plastificata come presenza scenica, e una voce incapace di emozionarmi perfino nel Vissi d’arte. Con l’aggiunta della volgarità del rossetto debordante di un centimetro sopra e sotto e dell’orrendevolezza dei colori del vestito e l’orrendevolezza al cubo del loro accostamento.

      • Ragazze, la Callas non c’è più.

        • Incollo qui una cosa che giusto oggi pomeriggio ho scritto a “Frine” rispondendo a una sua domanda:
          “Ho risentito Casta Diva della Callas, e come al solito mi ha emozionata fino alle lacrime. Per curiosità ho voluto sentirne subito dopo alcune altre, per fare un confronto: Tebaldi emozionante, anche se non altrettanto, Cecilia Bartoli molto bella, Joan Sutherland un pelino meno morbida, ma accettabile. Netrebko molto più giovane, molto più magra, molto più fresca, ma sempre lo stesso baccalà imbalsamato e sempre la stessa voce totalmente inespressiva, tanto che dopo un paio di minuti l’ho fermata perché era talmente noiosa da risultare irritante.” La Callas non c’è più, ma fra il Sublime e il baccalà qualcosa di intermedio si riesce a trovare (sto sentendo in questo momento tale Carmen Giannattasio, mai sentita prima, che oggettivamente è peggio della Netrebko, e infatti l’ho fermata).

        • A parte il fatto che non mi sono mai spacciato come esperto di voci, devo ribadire che non mi viene in mente nessuna fra quelle in attività che si possa definire grande interprete pucciniana. Ci sarebbe Angela Gheorghiu, ma temo non sia più veramente sulla breccia. Qui la potete ascoltare in una serata in onore di Grace Bumbry, cui assistevano purtroppo anche due loschi figuri. https://youtu.be/CEx2LpSp_ao

        • Questa è effettivamente una voce che emoziona. Quanto al resto, se tu metti in una stanza la Littizzetto, Livia Turco, Donatella Versace e la Signorina, sicuramente quest’ultima è quella che presenta l’estetica migliore, ma ti basterebbe per definirla una gran gnocca?

        • Non mi pare di aver parlato di gnocche. Comunque, la Gheorghiu ai suoi tempi lo era, e la Netrebko fino a 10 anni fa non era niente male. Si sa che le russe, valicati i trenta, subiscono un declino rapido.

        • Ah, dimenticavo: loschi, indisponenti e antiestetici.

        • La Netrebko è la mia preferita da molto tempo, e l’errore del secondo atto, con smorfia, non fa diminuire il mio apprezzamento.
          Poi dici che la Callas non c’è più e di eccellenti interpreti pucciniane non ce ne sono, il che suppongo significhi che tutte le altre sono peggio di lei, esattamente come le altre della stanza sono peggio della Signorina. Ma apprezzare e constatare che è il meno peggio che ci sia in circolazione non mi sembrano esattamente sinonimi. Se poi preferisci passare dalla voce alla mia metafora, sì, gnocca lo era, ma sempre un baccalà ingessato.

        • Mi rimane oscuro l’oggetto del contendere. Da alcuni anni, essendosi eclissate alcune grandi cantanti, la Netrebko è salita in un’ideale graduatoria. Si sa che Romolo Augustolo era meno grande di Ottaviano Augusto, ma sempre imperatore era. Il termine “apprezzamento” non significa lode sperticata: può persino essere accompagnato da aggettivi non lusinghieri. Quanto all’aspetto fisico, non sono io a avere introdotto l’argomento.

        • Non dirmi che devo spiegarti che cos’è una metafora, una similitudine, un paragone, un’esemplificazione…

        • Va bene, sulla metafora hai ragione.

  2. Ah. Facci ha ragione da vendere.

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