Vecchiaia

Ma quand’è che uno si sente vecchio? Va bene, ci sono le performance fisiche. Uno prima aveva resistenza, poi non ce l’ha più. Non mi perderò in esempi.

Nel campo professionale, invece, si tratta di fatti, ma anche di percezioni. Partiamo dai fatti. Un tizio, a fine ottocento, faceva il maniscalco. Passano 20 anni, e si accorge che il lavoro scarseggia. Si tratta di un cambiamento oggettivo. Idem per le dattilografe (sì, erano tutte donne). Fino a 30 anni fa, una brava era richiestissima. Poi, quasi di punto in bianco, nessuno ha più avuto bisogno di dattilografe. E’ chiaro che un maniscalco cinquantenne, e una dattilografa cinquantenne, si saranno sentiti vecchi, anche se dal punto di vista tecnico erano al culmine delle loro capacità professionali.

Le conoscenze sono anche loro una spia significativa, e qui si va sulle percezioni. Per esempio, io so per certo di avere ottime conoscenze di organizzazione aziendale. Dentro all’organizzazione ci sono i ruoli e le figure professionali. Non voglio essere noioso: dirò, a titolo esemplificativo, che un capo reparto di acciaieria è un esperto di colata continua , e un direttore del personale è un esperto di gestione delle risorse umane. Poi magari ci sono professioni nuove: l’esempio più classico è il mecatronico, oppure l’esperto di robotica.

E va bene. Uno si adegua. Ma poi appare all’orizzonte il chief evangelist. Vuol dire evangelista in capo. Nulla a che vedere con la religione, beninteso. Bene, io mi sento vecchio, ma di quei vecchi astiosi, che stendono il bastone dalla panchina, per far inciampare un giovane chief evangelist. O anche un junior evangelist, se è lui che passa.

9 commenti to “Vecchiaia”

  1. Sul momento mi sono trovata anch’io a brancolare nella nebbia, ma poi ho guglato e ho trovato uno con il dono della sintesi unito a quello della chiarezza, che con poche parole semplici e chiare riesce a farti capire tutto in un attimo.

  2. Io ero fermo agli Adobe Evangelist (definizione che ha senso nell’ambito della diffusione degli applicativi). Se ho capito, si tratta sostanzialmente di un PR con un termine più fico (da storytelling, direbbe la Signorina).

  3. Ma Linda Evangelista c’entra con tutto questo? E il mio amico Gaetano, che si chiama Evangelista anche lui?

  4. Parlando seriamente, si tratta di persone che cercano di diffondere una certa tecnologia dell’informazione, ottenendo che si formino tecnologie ancillari con effetto cascata, con lo scopo di imporre uno standard. Il termine giusto, a mio parere, sarebbe “apostoli”, ossia gente che fa apostolato: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (MT 28, 19-20).

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