La Prima

Ho cominciato a vederla dalle ultime battute del secondo atto. Adesso sono al quarto, e annoto quella che resterà l’unica impressione su un’opera  che non conosco abbastanza. C’è un grande divario fra voci e orchestra. Chailly è il migliore acquisto della Scala dai tempo di Abbado.

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35 commenti to “La Prima”

  1. Lo dicevamo noi che eri alla Scala.

    • No, signora Rachel, non è alla Scala, perché il prezzo del biglietto è al di sopra della portata delle sue modeste finanze.

      Può benissimo vederla in televisione su Rai 5 o ascoltarla su Radio 3.

      Più tardi cercherà il suo Massimo Mila, andrà da blogger di esperti come Mozart 2000 e poi scriverà la sua

      recensione.

      P.S. Se fosse andato alla Scala avrebbe fatto parlare di se come loggionista, chissà cosa avrebbe combinato se non gli

      fosse piaciuta l’opera…

      • Vorrei capire perché finora per il sig.Train sono stato un benestante fancazzista, e improvvisamente sono un fancazzista che vive modestamente. Sarà forse perché mi aumentano le tasse per dare 500 euro di bonus ai signori Train?

        • Sempre meglio definirla fancazzista benestante che vive modestamente di rendita, invece di vile taccagno attaccato al sudicio denaro.

        • Ma lei, sig.Train, sta contrapponendo due definizioni ambedue sue. Insomma, c’è Train1 che redarguisce Train2. Una dissociazione di personalità che non ci aspettavamo in un cervello con tale carenza di spazio. I due Train devono stare davvero stretti, e non ci sorprende che polemizzino fra di loro.

        • E’ mai possibile che lei abbia una visione pedantemente binaria della realtà?

          Nessuna dissociazione; semmai adozione della logica dialettica nelle quale ciò che apparentemente si contrappone (tesi e sintesi) è conciliata da una sintesi che è parte della tesi e parte dell’antitesi.

          Può essere benestante, ma anche taccagno, può avere una rendita modesta e rimanere taccagno lo stesso.

          Non c’è alcuna contraddizione nel mio ragionamento, solo lei vede fantasmi.

        • Scusi, sig.Train, ma a me risulta che tesi e antitesi non stiano lì mosciamente ferme. Dovrebbe esserci un tantino di divenire. Pertanto: mi spiega se mi sto arricchendo o impoverendo? Secondo me mi sto impoverendo per mantenere lei. Ciò avviene per la mia generosità, visto che non mi rifiuto di pagare le tasse nonostante vadano in tasca a lei. Ossia, invece di andare alla prima della Scala, pago il suo stipendio. Lo vede che non sono taccagno?

        • Sig. Train, Erasmo non vive di rendita, il companatico se lo guadagna con il sudore, anche se non proprio della fronte e non solo il suo.

        • Mi fa piacere vederla pimpante signor Myollnir, qui nel blog di Erasmo ha la protezione del padrone di casa, e si può permettere di fare il coraggioso al punto da storpiare impunemente il mio nick; mentre da Galatea non si azzarderebbe mai a farlo, perché la padrona di casa la butterebbe fuori per la mancanza di rispetto dovuto ad un ospite.

          Il signor Erasmo non ha mai detto che lavoro ha fatto, non ha mai avuto il coraggio di dirlo in pubblico, le sue ciance sulle tasse che paga sono puerili.

  2. Non ho la tua competenza in materia, ma la Netrebko mi è sembrata molto brava.

  3. Riascolterò una delle repliche su Rai5.

  4. Ci informa il Corriere che, dietro le quinte, sono volati stracci fra il Direttore ed il Regista, peggio che nella ex-redazione. Deduco che lei stia dalla parte di Chailly, giusto?
    Ps. Non è andato alla Scala? Si è perso la mise della Santanché!

    • Costa il biglietto per la prima della Scala, costa parecchio per il signor Erasmo; almeno così mi è stato riferito da lui

      medesimo, quando tempo fa gli chiesi come mai, avendone l’opportunità ed essendo un notorio esperto di musica

      lirica (non di jazz, quello non lo sopporta proprio), non abbia mai avuto l’occasione di assistere ad una prima.

      Se lei è d’accordo, signor Myollnir si potrebbe organizzare per il prossimo anno una colletta; così gli permetteremo di

      assistere per poi twittare in diretta le sue sensazioni da loggionista.

      Se lei è d’accordo signor Myollnir, mi contatti, così ci metteremo d’accordo per organizzare la colletta pro Erasmo.

      🙂

      • Scusi il ritardo nel toglierla dalla moderazione, sig.Train. Avevo delle faccende da sbrigare (quelle cui lei si dedica troppo poco, anzi niente).

        Comunque, non le ho mai detto di non essere mai stato a una inaugurazione della Scala (scusi la doppia negazione, sig.Train).

        • Come mai prima ci andava alla inaugurazione ed ora non ci va più?

          Forse l’hanno buttata fuori a pedate nel sedere come loggionista particolarmente molesto?

          😀

        • Oltre ai noti deficit di logica, lei dimostra un notevole deficit di conoscenze specifiche, sig.Train. L’inaugurazione di ciascuna stagione è un evento a se stante. Non è che uno prima ci va, e poi smette di andarci, come se fosse il bar dello sport.
          L’emoticon gliel’ho lasciato, perché segnala il suo intendimento di fare umorismo, che altrimenti sarebbe sfuggito ai più.

        • Signor Erasmo, sui deficit (che brutto termine, non sarebbe stato meglio utilizzare carenze? Ha ragione Galatea nel dire che scrivete male), di conoscenze specifiche posso concordare con lei; raramente sono stato al Bellini di Catania (teatro sicuramente più bello della Scala di Milano) e conosco poco le usanze della cosiddetta “musica colta”.

          Anch’io avrei fatto a suo posto della facile ironia se lei avesse parlato di jazz e di concerti jazz, ma non amo sparare addosso alla Croce Rossa.

          Vedo che oggi è meno sgarbato del solito e approfitto per mandarle un brano composto da Duke Ellington dedicata proprio alla Scala di Milano che si chiama The Scala, She To Pretty To Be Blue. (gli archi sono suonati dai musicisti dell’Orchestra della Scala di Milano e il brano fu registrato nel Conservatorio Giuseppe Verdi)

          Non può cancellare questo video, è sempre un documento storico….

        • Come vede, sig.Train, posso.

        • Avrei dovuto immaginare, signor Erasmo, che lei, dispettoso com’è, avrebbe reagito in questo modo.
          Vorrei gentilmente ricordarle che non fa bella figura agendo così; non la fa davanti ai suoi lettori, e nemmeno davanti ai suoi fedeli sodali che la omaggiano per interesse, non per amicizia; questa inutile meschineria se la poteva risparmiare, ma lei è talmente livoroso che non bada a queste sciocchezze.

          Pazienza, peggio per me, la colpa è mia, così imparo a dare margaritas ante porcos.

        • Ecco, se lo beva lei questo margarita, e ne offra anche a qualche madama isolana. Chissà che, in preda ai fumi dell’alcool, non consideri di dargliela.

        • Errore: di negazioni ce ne sono quattro – e infatti l’hai messo fuori uso completamente.

    • Mamma mia, come se non fosse già abbastanza brutta di suo! Certo che ce ne vuole di coraggio per conciarsi in modo che le tette si appoggino sulla cintura e le tirino i bottoni della camicetta (oltre al gusto dell’insieme, beninteso).

  5. Sallusti è un eroe, altro che storie!

  6. Per interesse?
    C’è per caso la possibilità di un piccolo rimborso-spese, come per il vile e scalcinato che, invece, fate nuotare nell’oro?

  7. Fin de non-recevoir, vedo.

    • No, è che il blog dedicato ai fessi è quell’altro. Si fa un’eccezione per il sig.Train, che è così appetitoso.

      • “Quell’altro”, dice bene, signor Erasmo, qui si vergogna persino a presentarlo.

        • Lei sig.Train, è un bell’ingrato. Dopo tutto quello che abbiamo fatto per lei. Non voglio qui dilungarmi, perché lo scopo di questo blog è diverso da quello, eminentemente umanitario, dell’altro. Ma una curiosità lei ce la deve togliere: come si fa a stare 50 anni senza donne? No, non ci spieghi quali accorgimenti adotta, perché lo sappiamo. Ci spieghi come si fa a rassegnarsi.

  8. Su quali basi Erasmo sostiene questa strampalata tesi? Sono curioso di sapere su quali basi fa queste affermazioni sul mio conto.

    • Non sono affermazioni. E’ una domanda di chiarimenti. Ci spieghi, sig.Train, come si fa a rassegnarsi. Potrebbe essere utile anche ad altri, più in là nella vita.

      • Signor Erasmo, credo di averle detto mille volte che le sue affermazioni sono inventate e che quello che scrive su di me non è vero. Quante volte le devo dire le stesse cose?

        • Ottimo, JT: mai dare aggratis informazioni che si possono far pagare. Che il sig. Erasmo sganci, se vuol conoscere.

        • Meno male che lei si rende conto di ripetere le stesse cose, per esempio scambiare una domanda per un’affermazione. Le viene chiesto di darci una spiegazione, le si motiva il perché: vogliamo capire come si possa rinunciare per tanto tempo a qualcosa che a noi pare indispensabile. Lei rifiuta di spiegare, e va bene. Marcoz ipotizza che lei voglia essere remunerato. Dica allora il prezzo, sig.Train.

  9. A me potrebbe essere utile anche adesso. Spero che il sig. Train sia riconoscente per tutto il bene che gli ho fatto insegnandogli che una donna è anche un “oggetto” (ha scelto lui questa parola) “sensuale”. Prima era innamorato della torre della sua scacchiera in peltro e avorio.
    Quanto alla colletta pro ex collega, per quanto mi riguarda, sig. Train, Lei se lo zampetta.

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