Leggi elettorali

Per mia memoria, metto qui una sintetica storia dei sistemi elettorali dall’unità d’Italia. Non li ho contati, ma ritengo che, fra riforme grosse e piccole, gli interventi non siano stati meno di 20. E’ lecito pensare che tutti, ma proprio tutti, fossero dettati dal desiderio, da parte di chi aveva la maggioranza, di mantenerla.
E’ interessante, fra molte altre cose, notare che la fiducia fu messa anche per la cosiddetta legge truffa, e da un padre della patria come De Gasperi. Altra cosa interessante: solo per un errore di trascrizione la Costituzione consente di sottoporre a referendum i sistemi elettorali, che i costituenti avevano escluso, al pari delle leggi in materia fiscale e dei provvedimenti di clemenza.
Considerato che, di solito, le modifiche alla legge elettorale sembrano portare sfortuna a chi le fa (ultimo esempio: il 2006) io non sento montare in me tutta questa indignazione per l’attuale tentativo, e anzi vorrei che ci cavassimo in fretta il dente.
Strumentalmente, speravo che la sinistra del PD reagisse all’affronto con dignità, levando il disturbo. Pare, invece, che il tutto si esaurisca in un dibattito sull’uso, appunto,  del termine “dignità”, e in una replica del 1953 (astensione dal voto).

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