Scene della vita di una marantega

Marantega. In veneziano, donna anziana, sgradevole e petulante. Una che ha perso per strada ogni attrattiva fisica, e questo sarebbe normale, ma ha preso anche tutti i difetti dell’età avanzata.
La marantega più temibile è quella religiosa e/o politica. Quella religiosa alligna normalmente nella S.Vincenzo, o altra organizzazione confessionale. E’ una vecchia che disapprova il comportamento altrui, in quanto immorale.
La marantega politica è a sinistra. Nata (politicamente) nel PCI o, più di frequente, nel Movimento Studentesco, è una vecchia che disapprova il comportamento altrui, in quanto immorale. Perché è immorale? Perché è dedestra. Dedestra è chiunque sta alla sua destra.
La marantega non è solo una che parla col dito alzato. E’ una che dà il buon esempio, e si guarda intorno per vedere l’effetto che fa.
Scena:
una carrozza della metropolitana.
Personaggi:
1. Una donna del racket dell’accattonaggio, di quelle vestite con la palandrana nera e il cappuccio, che si finge sciancata e cammina piegata in due, reggendosi su un bastone.
2. Una marantega seduta
Azione:
La finta storpia avanza per il corridoio, tendendo la mano che non tiene il bastone.
La marantega estrae una moneta e la dà alla storpia, sfoderando il sorriso regolamentare di chi fa il bene.
Il treno si ferma alla stazione. La marantega porge la mano a un incolpevole africano seduto accanto a lei, la stringe con il sorriso regolamentare, si alza e scende.
Il treno riparte.

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60 commenti to “Scene della vita di una marantega”

  1. Un post livoroso contro la sinistra che tu accusi di essere moralista, non i seccare se poi ti qualificano per simpatizzante dei partiti politici di destra.

    • Perdoni, sig.Train, ma è lei che identifica la sinistra con le maranteghe.

      • Sarei io ad avere scritto questo? La marantega politica è a sinistra. Nata (politicamente) nel PCI o, più di frequente, nel Movimento Studentesco, è una vecchia che disapprova il comportamento altrui, in quanto immorale. Perché è immorale? Perché è dedestra. Dedestra è chiunque sta alla sua destra.
        La marantega non è solo una che parla col dito alzato. E’ una che dà il buon esempio, e si guarda intorno per vedere l’effetto che fa.

        Andiamo bene.

        • No, non è lei che ha scritto questo: non ne sarebbe capace. Purtroppo non è neanche capace di leggere, altrimenti si sarebbe accorto che nella storia vera che ho raccontato non si specifica se la marantega sia politica o religiosa.
          Sotto il profilo della logica, che è una sua nota carenza, occorre poi spiegarle con pazienza: se tutte le maranteghe sono moraliste, e se alcune maranteghe sono di sinistra, ciò non significa che tutta la sinistra sia moralista.
          Guardi che per capirlo siamo proprio al minimo dell’IQ.

        • Non c’è alcun bisogno che m’insulti, la mia era una domanda retorica e lei ancora una volta ha fatto finta di non capire.

        • Il dialogo sbandante®, copyright del sig.Train, ha qui una sua bella manifestazione. La mia osservazione sulla logica si riferiva, con ogni evidenza, al primo commento, che la “domanda retorica” cercava di supportare. Il sig.Train rimescola gli argomenti cercando di spostare l’attenzione sulla retoricità della domanda.

        • Insomma pur di darmi torto, saresti capace di rinnegare te stesso. Sei proprio buffo.

        • Questo è esattamente il punto in cui tutti si domandano: ma ci fa o ci è?
          Ci è.

        • Se lo domanda lei, non tutti.

        • Lei dice che gli altri sono già autonomamente arrivati alla stessa conclusione?

        • Gli altri chi? I suoi compari di merende? Quelli contano meno di lei.

  2. Si può considerare marantega ad honorem una signorina circa quarantenne?

  3. Commento strumentale (per iscrivermi al servizio di notifica).

  4. Nessuno ti ha fatto gli auguri per la feste di Natale. Sei stato solo come un cane.

    • Letto questo commento, sono andato mogio mogio nel blog del sig.Train, convinto di trovarci chissà quali messaggi augurali. Almeno dal Canuto Reggicoda.
      Ce ne metta lei qualcuno, sig.Train. Lo firmi Trapunzel, o Sacripante.

      • Gli auguri li ho nella mia pagina personale su FB e su twitter. Io e [+++] gli auguri li abbiamo fatti per telefono. No, nessuno ti fa gli auguri, perché tutti sanno che personaggio misero sei.

      • Ma anche Bah, oppure critico. Mi scusi ex collega Erasmo se ieri l’ho disturbata per telefono nella sua pensosa solitudine.
        Ho comunque il sospetto che il Canuto Reggicoda abbia capito che il sig. Train, corso qui tra un fidanzamento e l’altro il giorno di Santo Stefano per controllare gli auguri da Lei ricevuti, oltre che racchio e sfigato è anche del tutto abbelinato. Non avendo ricevuto messaggi, e avendo passato la festa solo come un topo, è venuto a spiare Lei. Gli faccia un piacere: apra un account su facebook a nome Manlio Beruschi così finalmente la finisce di spulciare elenchi telefonici, linkedin, google e dichiarazioni delle tasse (che poi non si capisce perché mai indaghi su questo aspetto visto che sa già che, oltre che povero e pazzo e abbandonato da tutti come i suoi ex colleghi, lui sa già che Lei morirà sotto un ponte della tangenziale. O quello era il Topo?

        • Se ancora oggi parla del “canuto reggicoda” vuol dire che le figuracce che ha fatto in qualità di latinista e grecista sono ormai passate alla storia.

          La mia era solo una constatazione; in questo blog nel quale l’autore non fa altro che ostentare tutte le sue pseudo competenze culturali, è solo come un cane. Ed è talmente solo che nell’altro blog non fa altro che continuare a scrivere cattiverie persino durante il giorno di Natale. In ogni caso è sempre meno ipocrita di lei, che prima fa gli auguri e poi dimenticandosi di tutto scrive il giorno stesso di Natale commenti dal contenuto offensivo.

    • Ciò significa – tanto per fare un esempio – che oltre aver presentato i miei auguri in quel della Redazione sarei dovuto venire qui a reiterare? Si scherza, spero: non sono pagato abbastanza per un servizio del genere.

  5. Non è colpa mia, benedetto sig. Train, se lo hanno chiamato Canuto. La famiglia dei Reggicoda avrebbe potuto scegliere un nome migliore, ad esempio Fottuto. Fottuto Reggicoda farebbe pensare in effetti a una qualche forma di acredine.
    Però mi scusi, brutto racchio sfigato e ignorante: qual è il nesso causale tra il fatto che io lo chiami come si è sempre chiamto, e quello per cui le figuracce mie (come latinista e grecista) sarebbero passate alla storia? Ma poi, scusi, come fa a saperlo Lei, che non ha mai studiato né l’uno né l’altro, ma scrive sabeo omnia ego?
    Infine noto con un certo dispiacere che Lei fa orecchi da mercante, e si rifiuta di mettere online una mia foto a caso accanto ad una delle sue. Deh, non bari, che provvederemmo subito noi a ristabilire l’arido vero.

  6. Dimenticavo, sig. Train: Noi red. cac., in questo momento, facciamo il tifo per il NCD. Perché mai il “licenziamento per inettitudine” dovrebbe riguardare solo i privati? Al contrario, essendo gli inetti come Lei direttamente sul groppone del contribuente, dovrebbe riguardare in primis i dipendenti pubblici. Il fatto poi che Lei sia dipendente pubblico rende la cosa di tutta evidenza.

    • Non prima di avere istituito il salario di cittadinanza a 600 euro. Noi non vogliamo il sig.Train in mezzo a una strada, solo perché è un belinone. Noi siamo gente responsabile.
      Qualcuno obietta che, nel caso del sig.Train, si tratterebbe di salario di asineria. Non ha tutti i torti, ma pare che al sig. Train siano stati riconosciuti i diritti umani, e noi chiniamo il capo di fronte alla Signora Burocrazia, e alle sue perversioni.

      • Riconosciuti i diritti umani a un asino? Questa civiltà dei diritti ci porta alla rovina, anche se il salario di asineria non è di 600 euro, ma pur sempre di 300. Quanto al lubrificante, quello è, oltre che depenalizzato, gli è garantito dalla ASL di Aciriposto fino a – mi pare – 3 kg mensili.

  7. p.s. A parte un “è” di troppo, si deve dare per scontato che il lubrificante sia dello stesso livello del vino che al bar veniva detto un tempo “della mutua”.

  8. Leggendo questi sopraffini commenti degni del presente blog nel quale la cultura dovrebbe avere il sopravvento sul cazzeggio, mi viene da fare una breve riflessione: è un dato acquisito che il suo compare di merende sia il classico docente di latino e greco eternamente frustrato, che invece di godere i suoi anni da pensionato continui a vomitare fiele per tutte le frustrazioni subite come un prof. Aristogitone qualsiasi (40 anni d’insegnamento 40 anni di duro lavoro in mezzo a queste quattro mura scolastiche); non mi stupisco affatto delle sue intemperanze, è un caso umano e fa pena. Ma lei, signor Erasmo, si può sapere che razza di vita di merda ha avuto? Tutto questo livore nei confronti di uno che lei chiama belinone, è indice di un suo profondo malessere che nemmeno 20 sedute psicoanalitiche potrebbero risolverle.

    • Su una cosa le devo dar ragione, sig.Train: il cazzeggio dovrebbe essere riservato all’altro blog; ma lei, mi perdoni, è tentazione irresistibile.
      Trovo lodevole che lei abbia voluto entrare nel mondo dei congiuntivi. Come ogni neofita, lei mostra però zelo eccessivo, mettendoli anche dove non ci vorrebbero. Se lo desidera, il Precettore che le abbiamo a suo tempo assegnato è sempre disponibile.
      Quanto alle sue incursioni nella psicanalisi, la devo informare che l’uso dilettantesco di alcuni rudimenti freudiani in funzione di clava dialettica è ormai ampiamente superato. Il suo effetto-sorpresa si è esaurito più o meno quando io ero adolescente. Oggi sono rimasti solo gli ospiti delle case di riposo a servirsene, mentre disputano su quanti punti valga il settebello.

      • “ma lei, mi perdoni, è tentazione irresistibile”
        Se non siamo al “tira di più un commento del sig. Train che un carro di buoi”, poco ci manca.

      • Sarà una irresistibile tentazione, signor Erasmo, ma che figura ci fa davanti al suo pubblico se si lascia trascinare dai suo peggiori istinti che nulla hanno a che vedere con la ragione sociale puramente estetica del suo blog, brutta copia del mio? Sulla psicoanalisi, capisco che lei non voglia ammettere l’evidenza dei fatti, ma non sono il solo a pensare che i suoi comportamenti diciamo sopra le righe potrebbero indurre qualcuno a scrivere su di lei e sui suoi compari un trattato di sociopatologia quotidiana.

        • Scusi, sig.Train, ma, dato per scontato che lei non sa di cosa parla, almeno sappia come copincollare. “Psicopatologia della vita quotidiana” è il titolo, non “sociopatologia quotidiana

        • Ecco, una caratteristica di chi soffre di sociopatia, come nel suo caso, è quello di cercare di confondere le acque quando chi legge capisce benissimo che non mi riferivo testo di Freud sulla psicopatologia quotidiana, ma dicevo ironicamente che qualcuno avrebbe potuto scrivere un trattato su di lei e sui suoi compari di merende. Lei ha tutte le qualità del sociopatico alienato: misantropo, attaccato al denaro, rancoroso nei confronti della società che non accetta il suo presunto genio, indifferente alle sensibilità altrui, incapace di assumersi le proprie responsabilità e così via.
          Lei, Erasmo, è l’archetipo del sociopatico puro.

        • Ma dove le ha imparate, sig.Train, tutte queste belle cose? Su internet, solo soletto?
          Non per fare diagnosi senza averne titolo, come fa lei: ma lo sa che leggendo i profili da lei sparsi per il web, nei quali lei si qualifica dettagliatamente per i suoi hobby ma non per la sua professione, o addirittuura social network nei quali lei si inventa una professione diversa, lo sa, dicevo, che lei un po’ alienato lo sembra?

        • Titoli ne ho, lei invece non ne ha perché è un anonimo.

        • Cioè, mi faccia capire, sig.Train: lei ha titolo a emettere diagnosi psicoanalitiche perché da qualche parte ha messo il suo nome sul web?

        • Che fastidio le dà quello che scrivo? Se non è vero, mi smentisca dicendo che non è misantropo ma che è una persona gioviale, un vero e proprio amicone, che non è un avaro ma che è un generoso, etc. etc.
          In ogni caso dai suoi comportamenti deduco che lei ha avuto una vita priva di soddisfazioni e pensa di ottenere una rivincita comportandosi da cyber bullo in internet

          Tra l’altro sia nei corsi universitari ho studiato sia psicologia che psicoanalisi. Lei, invece, che titoli ha per dire cosa so e che cosa non so? L’unica cosa che ha saputo dire in tutti questi anni è che non so coniugare i congiuntivi, ma non ha MAI confutato una sola cosa che ho scritto.

        • Va bene, sig.Train: non sono un misantropo ma una persona gioviale, un vero e proprio amicone, non avaro ma generoso, etc. etc.
          Contento?
          Quanto ai suoi studi di psicologia che psicoanalisi, tanto di cappello. Le farei però notare che esistono albi appositi.

        • E allora le consiglierei sinceramente di andare da uno bravo, male non le farebbe.

        • No. Questa dell’andare da uno bravo è una cosa come gli emoticon. Non si permetta mai più, sig.Train.

        • Lei mi dice cosa devo o cosa non devo dire quando su di me può scrivere tutte le schifezze che le vengono in mente su di me? Lei non mi ha mai rispettato a prescindere dal fatto che continua a storpiare il mio nickname e pretende da me rispetto? Ma mi faccia il piacere.

        • No no, non ha capito. Io non pretendo rispetto, solo non voglio emoticon o frasi fatte troppo usurate, come “vai da uno bravo”. E’ per il suo prestigio personale, sig.Train. Io poi non scrivo schifezze su di lei: tratto anche gli argomenti più scabrosi con grande delicatezza.

        • Su questioni che non la riguardano, se questo non è comportamento morboso da parte sua.

          Che male fanno gli emoticon…. Mah!

        • Venga allora nel blog topgonzo, se vuole discutere di queste cose nel luogo giusto

        • Non devo discutere di queste cose, soprattutto con dei maniaci repressi come i suoi compari di merende.

        • Invece io credo che le farebbe bene, come dice anche Freud.

        • Perché mai, non ho mica bisogno di leggere i vostri deliri. A me pare che siate voi ad avere problemi con l’altro sesso, non certo io.

  9. Credo che il 2015 si apra alla luce di nuove e interessanti prospettive per il sig. Train. Salari di asineria di 300 euri, lubrificante per contanti fornito gratis dalla ASL di Giarre, capoluogo della provincia dove giace l’Aciriposto solatia, la sig.ra Camusso sul piede di guerra per difendere il sig. Train, il sig. Renzi che nicchia e tentenna almeno quanto il Titò maestro di musica. Qui finisce che ce lo ritroviamo sul groppone a far danni stipendiati dai contribuenti onesti, e persino da quelli un po’ meno onesti. Anche dai metalmeccanici. Per questo il sig. Train non vede di buon occhio il sig. Landini. Lui s’attacca alla gonna della Camusso. Solo metaforicamente, si spera.

  10. Chiedo scusa, ma il sig. Train a volte è un trionfo di congiuntivi: “è un dato acquisito che il suo compare di merende sia il classico docente di latino e greco eternamente frustrato, che invece di godere i suoi anni da pensionato continui a vomitare fiele” Vabbè. E’ un dato accertato che sia e continui.

  11. Pace, pace.
    Buon 2015 a tutti.

  12. Noto, con immenso dispiacere, che nessuno ha provveduto a informare il signore treno che esiste vita – anche umana – oltre il web, dove a volte capita persino che qualcuno pronunci frasi augurali stando faccia a faccia. Ma che gusto ci provate a lasciarlo nell’ignoranza in questa maniera, eh, che gusto ci provate?

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