Ho scoperto che ci sono anche i sottotitoli

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44 commenti to “Ho scoperto che ci sono anche i sottotitoli”

  1. Invece di postare un video inutile come questo, perché non ci spieghi con parole tue, e non con argomenti di becera propaganda, perché sostieni la politica di uno stato che vivrà in eterno conflitto con il mondo arabo, se non dovesse cambiare strategia politica, come quello israeliano? E poi, visto che sei un amante della vera musica, perché non posti qualche video sicuramente più interessante di questo con l’orchestra di David Baremboim invece di postare gli argomenti di questo insulso individuo?

    Sarebbe più nello spirito del tuo blog minestra riscaldata ascoltare un po’ di musica La difesa ad oltranza di Israele lasciala a chi è più abile di te nel fare il MINCULPOP dello stato sionista.

    • JT, se l’obiettivo che hai in mente è il suicidio, questo commento – foriero di dolore ma non letale – fa parte di una tattica fallimentare.
      Ad ogni modo, spero di sbagliarmi (a proposito dell’obiettivo, ovviamente).

    • Sig.Train. Barenboim si chiama Daniel, non David. A lei non dovrebbe sfuggire. Sfugge invece a me che c’entri il Minculpop, ma forse era un maldestro tentativo di suggerire l’equazione Israele-Fascismo.
      Per il resto, la sua sollecitudine a spiegarmi come dovrei tenere il blog mi commuove.

      • Non sono un esperto di direttori d’orchestra. Gli unici che conosco sono Duke Ellington, Count Basie, Gil Evans. Julius Hemphill (anche se è stato un grande solista), Dave Holland (interessanti i suoi arrangiamenti per big band), Butch Morris.

    • Lo Stato Ebraico, non sionista, è in eterno conflitto in un luogo dove alla gente riesce facile non avere buoni rapporti con il prossimo, anche della stessa religione.

  2. Sig. JT, ci spieghi lei quale sarebbe la strategia che Israele dovrebbe adottare per non restare in conflitto con il mondo arabo, altrimenti il suo intervento, per quanto coraggioso, risulterebbe inutile; tanto valeva postare della buona musica.

  3. Al treno il MINCULPOP piace per via delle prime due sillabe. La prova sta nel fatto che il modo in cui usa tale nome dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che non ha la più pallida idea di che cosa significhi minculpop.

    • Miss Barbarella, si è sentita forse chiamata in causa?

      • Noto, sig.Train, che lei non riesce a staccarsi dall’idea che per intervenire qui uno debba avere delle credenziali, oppure che sia stato “chiamato in causa” da qualcun altro (magari da lei). Ancora una volta, e con pazienza: qui può intervenire chi vuole, a patto che rispetti certe regole di convivenza. Se lei ha qualcosa da dire, vada dritto al merito, e non tenti di distribuire lasciapassare.

        • Cerca di capirlo: la coda di paglia prende fuoco subito e gli brucia il culo, poverino.

        • Miss Barbarella, a me pare proprio l’esatto contrario.

        • Una bella cattiveria, Barbara, sottrarre in un colpo solo al sig.Train i suoi due argomenti principali: la coda di paglia e il culo che brucia

        • E vabbè, lo sappiamo tutti che la cattiveria è la mia ragione sociale, no?

        • Vero, Miss Barbarella la cattiveria è la sua ragione sociale, l’essenza del suo acido carattere; però, si ricordi che chi è cattivo d’animo ha sempre un prezzo da pagare.

          Come direbbe un mio amico, seguace della dottrina buddista, è la legge del karma che in maniera altrettanto spietata la punisce per la sua cattiveria (il suo fisico e in particolare le sue gambe sofferenti ne sanno qualcosa in ).

        • Questa è una delle più grosse, e finirà subito nella colonna delle citazioni.
          Ricorda il Cardinal Siri, che disse che l’AIDS era punizione divina per gli omosessuali.

        • Suggerisco a JT, se già non l’ha fatto, la lettura de “Il libro dell’Es: Lettere di psicoanalisi a un’amica” (G. Groddeck). Sul rapporto mente/corpo – che c’è, c’è – il limite è solo la fantasia.

        • Non mi aspetto che lei condivida l’etica buddista.

  4. Semplice, razionale e chiaro, difficile non condividere quanto dice. Me lo segno.

  5. Butto lì un paio di annotazioni a caso.
    – Il karma, per chi ci crede, NON è una legge, come può credere solo chi si nutre di informazioni abborracciate e mal digerite.
    – La punizione, sempre per chi crede a quel tipo di dottrina/filosofia, avviene nella vita successiva, non in quella che si sta vivendo al momento, come può credere qualche monumento ambulante all’ignoranza.
    – Alla verde età di sessantatré anni, quasi sessantaquattro, posso ancora vantare – e poiché la falsa modestia non è fra le mie doti più spiccate mi permetto di dirlo apertamente – due gambe da sballo: evidentemente la mia intelligenza e il buon uso che ne ho fatto in tutta la mia vita, hanno meritato un premio, stando alle convinzioni etico-meritocratiche di qualche imbecille di passaggio.
    – Qualcuno, a quanto pare, confonde la propria acidità di stomaco con fantomatici acidi allo-residenti, e questo la dice tutta.
    Se il suddetto imbecille ha voglia di proseguire il discorso, lo prosegua pure da solo, io mi fermo qui: dialogare con gli imbecilli non è fra i miei hobby preferiti. Mi permetto tuttavia, anche se sono notoriamente cattiva, di concludere con un amichevole suggerimento: si curi l’acidità di stomaco; non sia mai che, trascurata, abbia a degenerare.

    • Miss Barbarella. non ho mica detto io queste cose, ma un amico che è seguace della dottrina buddista e che crede che se qualcuno fa del male prima o poi ne subisce le conseguenze anche in questa vita, non necessariamente in una eventuale prossima, come è avvenuto nel suo caso e come potrebbe avvenire anche al suo simpaticissimo padrone di casa. Poi, personalmente del buddismo, dell’ebraismo, dell’islamismo, del cattolicesimo etc. non me ne può fregar di meno; rispetto tutte le religioni ma non mi affascinano.

      • Precisamente quali sarebbero le conseguenze che ho subito in questa vita, visto che lei, a quanto pare, conosce la mia vita meglio di me?

        • Miss Barbarella, è lei che parla nel suo blog delle sue “zampette” e degli incidenti che ha subito etc. etc.

      • Sig.Train, un minimo di decenza e di intelligenza. Come può il suo amico (ammesso che esista) avere parlato delle gambe di Barbara? Di quelle ha parlato lei. So che le analogie la mandano in crisi, ma è come se uno dicesse: un mio amico mafioso mi dice che si possono dare avvertimenti, stia attento ai suoi bei bambini.

        • Che vuol dire, ammesso che esista? Ho un amico che per un anno era fissato con il buddismo. Sulle gambe della Miss; ho letto nel suo blogghettino che ha avuto seri problemi con le sue gambe.

        • “Ho letto”, lei dice. Quindi è lei, non il suo amico che ne parla. Ma come mai mezz’ora fa lei affermava “non ho mica detto io queste cose”?
          Sig. Train, lei non è un’aquila, lo sappiamo tutti e lei stesso ne è cosciente. Ma insomma, qui lei ci fa la figura di uno che dice una cosa e un attimo dopo se l’è dimenticata. Scusi, ma non è un po’ presto per la demenza senile? Non vorrei che fossero vere quelle storie sull’effetto dell’autoerotismo compulsivo.

  6. SIgnor Erasmo, con lei bisogna essere estremamente pazienti. Ho preso come esempio a proposito di cattiveria un fatto che è capitato alla sua comare Barbarella ed ho preso spunto dalle parole di questo mio amico buddista che sostiene la tesi che chi fa il cattivo paga sempre un prezzo anche nelle. Per esempio, se lei si comporta da mascalzone, le succederà sempre qualcosa di cattivo perché così è scritto. E’ una sua tesi, non la mia.

  7. il suo fisico e in particolare le sue gambe sofferenti ne sanno qualcosa Gambe sofferenti, a casa mia, significa gambe malate. Ora – a parte tutte le incongruenze e contraddizioni già rilevate da Erasmo – si dà il caso che le mie gambe non abbiano mai sofferto di alcuna malattia; hanno semplicemente subito, a causa di un automobilista distratto, un serio incidente. Il che non ha impedito loro, in occasione del mio ultimo viaggio in Israele, di sostenere camminate di ore e arrampicate sulle rocce. Né di riscuotere consensi sul piano estetico. Le ginocchia, è vero, sono ancora abbastanza malconce, e fare una pecorina come dio comanda richiede acrobazie che gliele raccomando, ma anche sotto questo aspetto stiamo facendo progressi.
    E stendiamo un velo pietoso sull’amico che da “seguace della dottrina buddista” nel giro di poche righe si trasforma in uno che “per un anno era fissato con il buddismo”. Più o meno come se attribuissi a una donna temporaneamente fissata con la moda l’autorità, in materia, di una Coco Chanel o di un Valentino.

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