La Prima della Scala

Piacerebbe capire quanto e in che modo sia pagata la claque. Magari solo con un biglietto di loggione?

Tutto il resto non merita menzione.

Annunci

123 commenti to “La Prima della Scala”

  1. Dài, non è stato cosí male.

    • Direttore impiegatizio, orchestra opaca, coro (dispiace parlar male del coro della Scala) al minimo sindacale, Florestano cane, il solito coreano dignitoso, compagine femminile un po’ meglio (Marzelline su tutti) regista che poteva fare peggio, e la RAI, la RAI. Non ci sono parole per descrivere la RAI. E quelle due oche, di cui una vecchia e fasciata di verde speranza (inutile specificare speranza di che), che ciarlavano di bacio saffico. Ma quale bacio saffico? manco la sinopsi si erano lette.

  2. Immaginavo che ne avresti parlato male. Se ti può consolare, guarda questo video, così ti fai due risate.

    (video rimosso)

    • Suggerisco al commentatore di verificare il significato del verbo “consolare” in qualsiasi vocabolario.

      • Dev’essere parente di quella tizia che quando le ho raccontato del referto del pap-test che mi era arrivato con due mesi di ritardo, e in quei due mesi una banale displasia, probabilmente curabile farmacologicamente, si era trasformata in neoplasia, mi ha risposto, facendolo precedere da un se ti può consolare, che a lei per l’asportazione di un grano di miglio avevano dato appuntamento di lì a un anno. Annotazione (non so se casuale) a margine: la signora in questione è visceralmente antiisraeliana e piena di compassione per quei poveri kamikaze disperati.

      • Questo è per te.
        [NDR. Seguendo il link, si legge:
        Un imbecille, convinto di essere un tizio spiritoso ma dotato di senso dell’umorismo paragonabile a quello di un mocio Vileda, può censurare un simile video.
        Non l’ha visto e non gli piace, ovviamente.
        “]

        • Suggerirei una virgola dopo “spiritoso”, altrimenti si intende che è l’imbecille, che sospetto essere il sottoscritto, a ritenersi dotato di senso dell’umorismo, eccetera.
          Visto che questa frase “non l’ho letto e non mi piace“, con varianti, sembra affascinarla, se vuole gliela spiego. Ma non credo che capirebbe, trattandosi di ironia.
          P.S. Lungi da me l’ambizione di darle una regola quanto a veglia e sonno. Tuttavia, le suggerirei di non pensare a me fra le 3 e le 4 di mattina.

        • Gli imbecilli sono quelli che pretendono di sapere tutto e che ostentano il loro “sabeo omnia ego” in qualsiasi campo dello scibile e che censurano quello che non capiscono.

          Non avevo chiesto una sua spiegazione sulla sua frase “non l’ho letto e non mi piace”, ma se ha sentito il dovere di farlo vuol dire che è stata la mia ironia a irritarla più del solito, altrimenti non avrebbe reagito come se le avessero pestato la coda. Stia tranquillo, non sono ossessionato da una nullità, ogni tanto mi va di prenderla in giro e di dimostrare a tutti che chi ama sfottere non ama a sua volta essere sfottuto.

        • Scusi, sig.Train: io non gliel’ho mica spiegata, quella frase. Lei credeva di sì?

        • Questa del mocio Vileda il sig. Train, dopo averla letta nelle lezioni di acchiappo, non se l’è più dimenticata.

  3. Rilegga quello che lei ha letto: “se vuole gliela spiego. Ma non credo che capirebbe, trattandosi di ironia.”

    E le ho risposto che non le ho chiesto alcuna spiegazione perché ero io che facevo ironia sulla sua frase, pertanto non voglio alcuna spiegazione, perché non ne sono interessato. Se non capisce queste cose così elementari, vuol dire che è ridotto male.

    P.S. Le ho detto che non mi chiamo Signor Train. Le dà proprio fastidio il termine Jazz?

    Tutto quello che esula dalla sua concezione musicale deve essere oggetto di disprezzo?

    • Disprezzo? Quale disprezzo?
      Quanto all’appellativo “sig.Train”, lei dovrebbe conoscerne la genesi e le fortune. Molti anni fa, lei si autoattribuì il nick jazztrain. Per brevità, io e un mio amico cominciammo a chiamarla, io “sig.Jazz”, il mio amico “sig.Train”. A ragione della mia indole conciliante, decisi di aderire alla nomenclatura del mio amico, e da allora lei fu per tutti il sig.Train. La invito a considerare come persone anche di successo abbiano deciso di adeguare il proprio nome all’appellativo più conosciuto. Guardi, per esempio, Pininfarina. Si prenda un elenco telefonico della città di Chioggia, e troverà i soprannomi che sono diventati nomi. Lei è conosciuto da tutti come sig.Train: ne prenda atto una buona volta, vivaddio.

      • Appunto, me lo sono attribuito io il nick jazztrain, mentre lei mi ha attribuito il nick signor Train. Al punto che lei va nei blog dei sui compari di merende a fare da fake.

        • Le ho detto che il merito è del mio amico red.cac., non mio. Ma scusi, perché non le piace sig.Train? Lei mi fa l’effetto di una di quelle ragazzine che, entrando nell’adolescenza, cominciano a non accettare più il loro nome.
          Solo che lei è tutt’altro che un adolescente.

        • Lei è invece è rimasto come comportamento simile a quello di un bambino di 10 anni.

          Provo a spiegarmi meglio: quando incontra un vigile urbano per strada lo chiama, scusi Signora Guardia?

        • Guardi che non si è spiegato molto bene. Provi ancora.

        • Non ho tempo da perdere, lei ha capito benissimo e per l’ennesima volta, dimostrando ancora una volta di essere in malafede, fa finta di non capire.

          JT

        • Lei mi sopravvaluta. Non ho capito veramente.

  4. Finiamola una volta per tutte con questa ridicola farsa. Queste balle le racconti a un altro.

    • Lei prima mi accusa di essere di quelli che “pretendono di sapere tutto e che ostentano il loro sabeo omnia ego“. Poi, quando confesso di non capire qualcosa, mi accusa di raccontare balle.
      Si metta d’accordo con se stesso.

  5. Mi dispiace contraddirla, ma non credo alle sue parole. Che valore hanno le parole di un notorio bugiardo?

    Buon Pomeriggio.

  6. Beh, Erasmo, devi ricoscere che, perlomeno, ora il sig. Train non ti pensa più a notte fonda!

  7. Il mio cruccio è che abbiamo fatto tanto per lui, e lui continua a essere ostile.

    Per una volta mi risparmi il suo ipocrita paternalismo.

  8. Esatto, attività educativa non richiesta equivale a comportamento paternalistico.

    • [D]isinteressata attività educativa”.
      Il paternalismo non è disinteressato, che io sappia.

    • Se l’istruzione dovesse essere esclusivamente su richiesta, che fine farebbe la scuola dell’obbligo? E, di conseguenza, il Paese?

      • Rimango talmente allibito dalla totale sconclusionatezza dei tuoi discorsi che uno si chiede veramente se sei stupido o fai il finto stupido.

        • “Sconclusionatezza”: ottimo, sig.Train. In passato, arrivati a questo punto, lei diceva “non sta né in cielo né in terra” e “lascia il tempo che trova”. “Sconclusionatezza” è parola lunga, difficile, che lei riporta senza errori. Molto bene, molto bene.

        • In passato, arrivati a questo punto, lei diceva “non sta né in cielo né in terra” e “lascia il tempo che trova”. “Sconclusionatezza” è parola lunga, difficile, che lei riporta senza errori. Molto bene, molto bene.

          Allora intendi bene quello che scrivo. Peccato che quando non ti conviene succede un fatto strano: fai finta di non capire.

        • “fare il finto stupido” significa “fingere di essere un finto stupido”?
          Faccia come con le doppie negazioni e con le equazioni, provi a cancellarle due a due, veda l’effetto che fa.

        • Sa che ha ragione, sig.Myollnir? Non ci avevo fatto caso.
          Adesso, prima che il sig.Train la capisca, deve cascare la luna sulla terra.

        • Scusi, ma lei chi è?

        • Ci risiamo, sig.Train? Lei non ha titolo per chiedere le credenziali a un mio visitatore. A parte il fatto che lo conosce benissimo, visto il torrente di insulti che gli ha riservato in altro blog.

        • Non ho il piacere di conoscere costui.
          Chi si crede di essere per parlarmi così? Tra l’altro invece di fare il furbo del quartierino, vorrei ricordargli che finto stupido o finto tonto sono la stessa cosa e che la prossima volta non faccia lo gnorri.

        • Lo sapevo che avremmo dovuto aspettare che la luna cadesse sulla terra.
          Non capisce, non capisce, e si attacca a quel poco che capisce.

        • Parlando seriamente, non è la prima volte che personaggi appartenenti alla tua corte dei miracoli, mi attaccano senza motivo. Non ho mai capito perché si comportino così, forse, è una mia congettura, vogliono farsi bello, attaccando me.
          Questo per me è un comportamento inconcepibile.

        • Veramente io parlo seriamente già da prima. Non vedo attacchi, e in ogni caso non vedo perché lei giudichi sbrigativamente “senza motivo” le azioni altrui. Siccome il motivo c’è sempre, provi a fare l’ipotesi che è lei a sbagliare l’analisi. Provi a prendere in considerazione il fatto che lei è un fenomeno che invoglia gli altri a approfondire cause e comportamenti (suoi). Capisco che le conclusioni di questa analisi possano essere a lei sgradite, ma non sempre la realtà è gradevole.

        • Non cambi le carte in tavola e affronti una volta per tutte le sue responsabilità; è lei che istiga i suoi visitatori ad agire contro di me. Se lei ogni volte mi dipinge come un parassita, un ladro, uno scroccone, per non parlare del modo con cui interloquisce con me, trattandomi come se fossi un minorato mentale (su questo poi, ci sarebbe parecchio da dire), è ovvio che i suoi visitatori, istigati da lei e dalla negativa propaganda che mi fate, si comportano così. Tra l’altro, sanno che comportandosi così con me avranno sempre la sua approvazione e così conquisteranno la sua benevolenza perché anche loro parleranno male di me.
          Non trova squallido tutto questo?

        • Sarebbe squallido se fosse vero. Le faccio solo notare che è lei che tratta i miei ospiti da minorati mentali.

        • Non è vero, e lei lo sa, perché i suoi ospiti mi hanno sempre attaccato a sangue freddo, e lei ha sempre approvato questi comportamenti poco corretti.
          .

        • Non è vero cosa? che lei tratta i miei ospiti da minorati? Ma non vede che, pur di non ammettere l’ovvio, lei li descrive come marionette da me manovrate?

        • Ha detto bene, sono marionette ai suoi ordini.

  9. Rimango talmente allibito dalla totale sconclusionatezza dei tuoi discorsi che uno si chiede
    Ma se rimane allibito lui, perché se lo dovrebbe chiedere un altro?

    • E lei come fa ad affermarlo con sicurezza, Miss Barbarella?

    • Scusa, Barbara, ma quando fa progressi va incoraggiato. I tuoi rilievi sono ingenerosi: mica è un professore di liceo.

      • O di scuola media inferiore come Miss Barbarella.

      • Ma cazzo, questo qua prende addirittura una domanda per una affermazione – e con sicurezza, per giunta! – e tu mi parli di progressi?! E come se non bastasse non ha neanche capito la tua risposta a me! Capisco che tu voglia più bene a lui che a me, ma anche alla cecità dell’amore più cieco dovrebbe esserci un limite!

        • E’ vero, voglio molto bene al sig.Train, ma tu non devi essere gelosa. Il sig.Train è un mio progetto (mio e dei miei colleghi, per obiettività). E’ un progetto di scarso successo, ma si sa che il figlio meno svelto è il più coccolato.

        • Non sono gelosa, semplicemente mi ribello all’ingiustizia, ecco tutto: cos’ha lui che io non ho, da dovermi essere preferito?

        • Ma questa è completamente fuori di testa…..

          Miss Barbarella, non si copra di ridicolo, per cortesia.

  10. Miss Barbarella, perché deve esprimersi come una volgare vaiassa?

    • Erasmo, lei vaneggia ed ha bisogno di cure: non sono il progetto suo o di qualcun altro e la smetta con questo suo insopportabile paternalismo.

      • Sig. Train, noi siamo i soli, in tutto il web, a volerLe bene. Noi siamo i soli che Le diciamo la verità. Consapevole di essere un racchio sfigato, eviterà di fare le brutte figure che colleziona su fb. quando corteggia L.N.

    • Pare di capire che il sig.Train riconosca solo ai maschi il diritto alla parolaccia.

  11. NOTA PER IL SIG.TRAIN: Adesso devo assentarmi. La lascio in preda la branco, e la tolgo dalla moderazione in modo che lei possa replicare con prontezza. Faccia buon uso di questa libertà.

    • Scusi il francesismo: e chi se ne frega.

      • Assentandosi l’ex collega, mi sento in dovere di subentrare, sempre che Lei voglia prendersi qualche lerfone anche da me. Però concordo con Lei quando scrive a Erasmo: è stata la mia ironia a irritarla più del solito. E’ chiaro che solo per questa ragione si è assentato.
        Ma ora, detto fra me e Lei, come va su fb? Si acchiappa, si acchiappa?

  12. Il sig. Train è un grande, ma io sono geloso, ex collega, dell’affezione tutta particolare che mostra per Lei.

    p.s.
    Sig. Train, quanto al senso di “affezione”, scelga Lei liberamente.

    • Lei, ex collega red.cac., mi spaventa a morte il sig.Train. Lui era qui, e discuteva con belle argomentazioni. Arriva lei, e lui se la dà a gambe.

      • E’ solo un po’ vigliacco. E’ rimasto totalmente spaventato che uno si chiede perché su fb mi affronta con baldanza e qui invece scappa a gambe levate.

  13. Spaventato a morte? Cosa farnetica, Erasmo? Che lei fosse dotato di fervida fantasia è abbastanza notorio, ma che avrei paura di un poveretto come il suo compare di merende, mi sembra ridicolo, guardi che quando vediamo le sue foto insieme ad altri blogger proviamo sincera pena per costui che ricorda tanto il personaggio di Tuco nel film il Buono, il Brutto e il Cattivo
    Non è vero che su FB l’ho affrontato con baldanza, ho criticato il suo comportamento sopra le righe nella pagina Non Chiudete il Liceo Classico, ho criticato il suo comportamento scorretto nel quale copiava ed incollava nel vostro postribolo alcuni dialoghi apparsi originariamente in quella pagina (tra l’altro lo sapevano tutti gli interessati, cosa aveva combinato vigliaccamente il suo compare di merende). Quando ho visto che si stava scatenando il branco contro di lui, ho preferito non infierire, contro di lui. Era già stato punito abbastanza.

    • Calma, sig.Train. Scriva tutto su Word, cerchi di correggere, e solo quando è soddisfatto pubblichi. Inoltre, non si addentri mai nella selva delle ipotetiche, dei congiuntivi, dei condizionali, dei tempi e dei modi, della consecutio temporum. In quella selva lei non sa e non può districarsi.

    • Sono ancora tutto pieno di lividi, dopo l’assalto del branco, sig. Train. Intanto però la Sua pagina non è più pubblica. Ma suvvia, io l’ho esortata a mettere sul suo blog una qualsiasi foto mia, purché accanto ne metta una Sua. Meglio se mette quella dove dorme sulla scacchiera, ma se proprio non Le piace quella ne metta un’altra, una a piacere. Io lo so perché non lo fa: perché dopo nessuno potrà più contestare la mia definizione di racchio sfigato.

      p.s.
      Se poi ne vuole mettere una con la panza, oltre che con la pappagorgia, faccia pure.

      p.p.s.
      Insisto: su fb Lei mi ha affrontato con baldanza. Del resto solo uno stupido come Lei può credere a una scempiaggine del genere.

      • Lei fa tenerezza quando cerca di sostenere tesi inverosimili: ora cercherò di riportarla alla realtà perché lei sa che sono stato testimone dei fatti e non può imbrogliare più di tanto (ed è questo che le dà parecchio fastidio).

        I suoi puerili dispetti nei miei confronti mi lasciano del tutto indifferente. Ancora oggi faccio parte di quel gruppo e sono in ottimi rapporti con il titolare il quale non fa altro che invitarmi sempre alle sue iniziative (ci sarà un motivo se lui lo fa, non trova?); e per quanto cerchi di giustificarsi penosamente, non potrà mai negare l’evidenza dei fatti intorno la sua ignominiosa cacciata. Per quanto mi riguarda non ho infierito, più volte ho suggerito a coloro che volevano linciarla di lasciarla perdere (vede che differenza di stile c’è tra me, lei e i suoi compari di merende che se fossero stati al mio posto non avrebbero agito così, ma avrebbero approfittato della situazione per umiliarla).
        Sarebbe stato molto meglio per lei andarsene con dignità invece di farsi buttare fuori a pedate nel sedere, ma lei non sa cos’è la dignità per colpa del suo egocentrismo e della sua totale mancanza di senso della realtà.

        Non tenti di autogiustificarsi o di fare la vittima, perché da quando lei non partecipa più, la pagina FB, se si esclude qualche futile polemica con personaggi che amano farla sul nulla, è di altissimo livello, e coloro che la commentano sono docenti della sua disciplina che amano il loro mestiere e che non soffrono delle sue frustrazioni.

        • “il quale non fa altro che invitarmi sempre alle sue iniziative”

          Se non fa altro, deve essere proprio un buliccio innamorato.

        • Battuta squallida, signor Marcoz, si vede che lei non conosce come funzionano i social network e che è rimasto ancorato ai superatissimi blog.

        • Sig.Train, se lei vuole darci una lezione sui social network, si accomodi. Vorrei invece che la smettesse con le sue dettagliate relazioni su quello che è successo in un certo gruppo, nel quale né io, né -ne sono certo- i miei pochi lettori abbiamo voglia di entrare. Lei, che ha sia un superatissimo blog (talmente superato che da anni non ci entra nessuno) sia una presenza qualificata in chissà quanti SN, si appaghi di raccontare le sue avventure lì.

        • Squallida? E perché mai?

        • Una cosa devo ammetterla: l’affermazione per cui Lei mi avrebbe affrontato con baldanza è una scempiaggine che solo Lei pensa di dover negare. Conosciamo tutti la sua vocazione da sicofante, e sappiamo che i sicofanti la baldanza, almeno nel suo caso, la evacuano tutta attraverso il sax tenore che il sig. Oden Pope stuck nel suo asshole, ignaro di come glielo avrebbe ridotto. Se un giorno venisse a riprenderselo vedrà che glielo ficca prima in bocca fino a quando non Lei non glielo restituirà perfettamente ripulito dalle maleolenti scorie.
          Ma, tornando a fb, vogliamo ricordare che il sig. Mauro Spinelli – che a scopo di disperata pubblicità ha aperto quel gruppo – nel momento in cui prima una decina di membri ha protestato e poi cinque si sono addirittura autoesclusi in segno di protesta per la mia cacciata – che per altro avevo autorizzato fin dal secondo commento colà deposto – di fronte al silenzio dei sicofanti, se ne uscì col patetico commento “Ma dove sono quei quattro” seguito da un po’ di punti esclamativi e interrogativi? Sig. Train, io ho salvato tutto il thread, e Lei se n’è stato nascosto come al solito fino a quando ha creduto, sbagliando, che io non potessi più leggere.
          A proposito, è da un po’ che non la vedo intervenire là dove s’è iscritto quando vide che ne faceva parte il sottoscritto: sembra impossibile, ma Lei, con altro coglione che tenta invano di eguagliarLa, siete venuti a dare i mi piace nel gruppo che abbiamo aperto io e i miei studenti di un’antica maturità.
          Sig. Train, diciamocelo chiaramente: se non fosse un po’ stronzo, Lei farebbe compassione.

          p.s.
          Chiedo scusa all’ex collega tenutario del blog, ma sapevo, mentre commentavo verso le due di notte, che il sig. Train era lì al buco della serratura, aspettando che io me ne andassi per replicare al deserto, fatto di cui era sicuro in quanto sa bene che, tornato a casa sul tardi, non aspetto certo la madrugada per le penose caccole del racchio sfigato.

        • Mi scuso, ex collega, per la troppo dettagliata relazione su quanto avvenuto su fb, ma purtroppo non ho altro luogo, al momento, dove scozzonare un po’ il racchio sfigato. E’ vero che potrei iscrivermi a uno dei tanti gruppi sul nobil juoco o sul rugby cui è iscritto l’onanista furioso, ma mi sembra esagerato. Voglia perdonarmi, anche tenendo conto del fatto che in quanto scrivo tutto è in funzione degli attributi e delle apposizioni pertinenti al sig. Train.

        • Più che altro, vorrei lasciare all’altro blog il compito di educare i fessi. E’ vero, però, che l’amore che portiamo al sig.Train è tale che da lui accettiamo (quasi) qualunque cosa, in qualunque luogo.

        • In questo caso sono totalmente d’accordo con lei, signor Erasmo; le vorrei far gentilmente notare che non sono stato io ad aprire una discussione sui social network; dica gentilmente al suo compare di merende che se ha voglia di affrontare simili discussioni, mi chieda con il suo vero nome e cognome l’amicizia su FB, di non riportare qui questioni che non c’entrano un tubo, e di non coinvolgere persone che non c’entrano nulla nella sua folle polemica.

          Per quanto riguarda il mio blog per me è una esperienza superata, lo tengo perché ci sono affezionato e ogni tanto mi piace aggiornarlo con gradevoli video musicali.

        • Il signor Mxxx Sxxxxxx è padrone di fare quello che vuole a casa sua.

        • E’ vero che potrei iscrivermi a uno dei tanti gruppi sul nobil juoco o sul rugby cui è iscritto l’onanista furioso, ma mi sembra esagerato.

          Lo vede signor Erasmo? Quello che scrive il suo compare di merende è di una gravità inaudita; ha ammesso pubblicamente che se potesse, continuerebbe il suo accanimento persecutorio nei miei confronti.

          .

        • Non ho visto le parole “accanimento persecutorio” negli interventi di red.cac.
          Quindi, non ha ammesso quello che lei dice.
          Sia più rigoroso nelle sue affermazioni.

        • Ha detto che potrebbe farlo e questo manifesta una sua potenziale intenzione. Tra l’altro in passato so che ha fatto un’azione simile in un blog di scacchi e che per fortuna quel commento offensivo è stato cancellato dai titolari. In privato mi hanno contattato e mi hanno chiesto chi era questo tizio.

          P.S. Guardi che il nome che lei ha censurato e che io ho riportate lo ha scritto anche il suo compare di merende; metta le pecette anche lì, per favore.

        • Cosa dice, sig.Train? Chiudiamo questo thread che ha già dato il massimo, e anche il minimo?

        • Per me può fare quello che vuole, è casa sua. Però, mi permetta un sincero consiglio; se dovesse capitare un thread simile a questo, non lo faccia degenerare, non fa bella figura come padrone di casa.

        • Mi consiglia di non consentirle di commentare?

        • Può fare quello che vuole. Le ho consigliato di gestire meglio il suo blog ed evitare che le discussioni degenerino in rissa.

        • In effetti questo thread ha già dato abbastanza da essere riportato in parte là dove si educano i fessi. Io ho finito con queste parole, ma se il sig. Train continuasse…capisco, ma è un po’ un delitto mettergli la museruola.

        • Infatti, a parte qualche amico suo che ha aperto un thread in suo onore , la pagina Non chiudete il Liceo Classico, va per la sua strada.
          Mi dispiace mettere sale nella piaga, ma è lei che se le va a cercare. Nessuno sente la sua mancanza.

          P.S. Si riferisce alla pagina sulla maturità? Che abbiamo fatto di male a mettere io e la mia amica a mettere un I like (it)?

  14. Darwin si sbagliava: la selezione naturale non esiste.

      • Miss Barbarella, lasci perdere, oggi non è la sua giornata.

        • Ancora una volta, sig.Train: non interferisca su chi deve intervenire qui. Lo faccia a casa sua (anche se temo che non ci sia grande afflusso di pubblico)

        • Non capisco perché i suoi compari possono dire di me tutto quello che vogliono ed io devo subire in silenzio queste angherie.

        • Scusi tanto, sig.Train, lo so che lei vuole aver ragione per forza, ma rifletta un attimo: una quarantina di commenti qui sopra sono suoi. Come può sostenere che sta subendo in silenzio?

        • Forse intende che, per quanto pesti e ripesti sulla tastiera, riesce ugualmente a non dire un tubo… Sarebbe – ma è improbabile – un considerevole salto qualitativo nella consapevolezza di sé. Potremmo dire di averlo educato a sufficienza. Vedremo.

        • Può capitare a qualcuno (non alla sig.ra Barbara oggi) che non sia la sua giornata. Lei però farebbe meglio a tacere, visto che tra poco si potrà dire che non è il Suo ventenno, sig. Train.

  15. E’ talmente scalcinato che ad un certo punto non si ha neanche più il coraggio di continuare. Peggio che sparare sulla Croce Rossa e rubare caramelle a un bambino messi insieme (sia ben chiaro: con questo non intendo dire che mi faccia pena).

    • Lo vede come si comportano i suoi compari di merende nei miei confronti?

      Io invece, le dico Miss Barbarella, che lei mi fa una profonda pena.

      • Bene. La pena è reciproca. Ah, no: la pena è solo di quel buon uomo del sig.Train.

      • Guardi che noi siamo compari di pranzo. Piuttosto, tirchio com’è, compare di merende sarà Lei, non so con quale malcapitato. A proposito: il “paesano” che l’ha fotografata mentre Lei fotografava quel piatto di squallide aringhe affumicate è il buon samaritano della parabola?

        • E’ buffo che un genovese accusi qualcuno di tirchieria; a me ricorda tanto l’accusa del bue che dà del cornuto all’asino.

          mentre Lei fotografava quel piatto di squallide aringhe affumicate.

          L’invidia, che brutto sentimento. Per quel piatto di aringhe affumicate, come dispregiativamente lo chiama, avrebbe fatto come Esaù.

        • Sinceramente non ricordo, sig. Train, che cosa abbia fatto il sig. Esaù per un piatto di aringhe affumicate. Posso dirle quel che avrei fatto io: avrei sputato nel piatto del suo “paesano” che avrebbe finto di andare su tutte le furie ma mi avrebbe passato una cinquanta euro sotto il tavolo, in quel momento sgombro da fidanzate, essendo le superiori abbarbicate alla macchina fotografica e le inferiori, in pieno giorno, impedite da quella specie di ciabatte corazzate, che Lei forse chiama scarpe, ben visibili sotto il tavolo.

          p.s.
          Dimenticavo: ci fosse stata la sua molto improbabile reazione, l’avrei stesa con un pugnetto.

        • OMISSA ADDE
          Mi scusi, sig. Train, ma devo ulteriormente chiarirLe un concetto: se Lei generalizza sulla tirchieria dei genovesi, non capisco per quale motivo si sia adombrato quando noi le abbiamo ricordato che, in quanto siculo della costa ionico-etnea, ha respirato fin da piccolo aria di mafia.

        • Che discorsi fa, la tirchieria è un difetto; la mafia è una organizzazione criminale. Vorrebbe dire che io ho frequentato organizzazioni criminali? Non si rende conto di quello che scrive?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...