Appunti sulla Santa Inquisizione

Il medesimo S.Tribunale conferisce moltissimo al mantenimento del buon ordine del Principato, perché rattiene i popoli entro i confini del vero e del giusto, vegliando di continuo acciò non si spargano dottrine opposte ai divini prescritti, dai quali derivano le leggi tutte del buon governo, e della necessaria subordinazione dei sudditi alle supreme potestà… Le due potestà, spirituale e temporale, non formano due repubbliche ma una sola, cioè una sola Chiesa,…sono come due braccia in un solo corpo, uno in aiuto dell’altro…

Dal Concordato fra don Ferdinando di Borbone – Parma e papa Pio VI, 28 luglio 1780.

Me lo richiama questo.

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22 commenti to “Appunti sulla Santa Inquisizione”

  1. Da parte cattolica, l’Inquisizione Romana è oggi derubricata a episodio discutibile, ma marginale. Invece fu lo strumento di primato dello Stato della Chiesa su tutta la penisola italiana per due secoli.

  2. Il malinteso è nella convinzione assai diffusa che laicismo sia non credere in Dio, errore nel quale non cade Pasolini [o forse sono io che lo sopravvaluto] che si definisce però, nell’articolo da lei segnalato, religioso ed umanista non clericale quale è. Non c’è contraddizione alcuna nell’essere religiosi, clericali [quella che lei definisce autorità pseudolaica] e atei, come gli eredi della sinistra comunista italiana insegnano.
    Tutto questo mi fa sentire sempre più in minoranza.

    • Sono d’accordo sulla tua tesi generale, ma non sul fatto che Pasolini fosse un clericale. Invece era uno spirito laico, nel senso proprio del termine, che è di esaminare la realtà senza pregiudizi. Le apparenze possono essere diverse, perché lui cercava di adattare la sua visione a schemi marxisti: ma li ridefiniva per via induttiva, per cui non era più marxismo, ma solo utilizzo di terminologia marxista per un’interpretazione realistica della società. In fondo, facciamo anche noi la stessa cosa quando avviciniamo la censura politicamente corretta alla censura cattolica: quando diciamo che il perbenismo filogay è la stessa cosa del moralismo cattolico diciamo una cosa che, guardando i contenuti, non regge: ma, guardando il metodo, regge eccome.
      Estendendo un po’ il discorso, io penso che la sociologia marxista sia fondamentalmente corretta. Questo non fa di me un marxista, anzi.

      P.S. Volendo, si può anche dare un’occhiata qui.

  3. OT – Piacerebbe sapere chi è che mi visita dalla Spagna.

  4. ma la sessuofobia di San Paolo non è, appunto, cattolica, ma giudaica. Tanto è sessuofobo il giudaismo, che il Talmud raccomanda di aspettare la comparsa delle secrezioni prima della penetrazione, perché se penetri la tua donna a secco lei non gode, e ciò è male.
    PS: Moravia, oggettivamente, non sa scrivere.
    PPS-OT: a me piacerebbe sapere chi è che mi legge regolarmente da Singapore.

    • Nell’altro blog abbiamo visitatori dai paesi più impensati. Qui siamo pochi intimi, per cui un visitatore regolare dalla Spagna mi incuriosisce. Ne ho anche uno dagli USA, ma penso di sapere chi è.
      Quanto alla sessuofobia, va intesa, mi pare, coi parametri degli anni ’70, ed è sinonimo di “pudore imposto”. Nulla di comparabile con il senso che ci diamo adesso, ivi inclusa la percezione della sessuofobia esistente in quei paesi dove nulla è cambiato da allora: percezione che è naturalmente filtrata dal nostro diverso atteggiamento odierno. Nella fattispecie, non so se è del tutto vero vero quello che diceva Pasolini a proposito di S.Paolo (non mi riferisco all’omosessualità, ma all’influenza sulla sessuofobia cattolica). Ho l’impressione che sia una faccenda più recente.

  5. Anche se San Paolo non fa parte delle mie frequentazioni più assidue, credo di poter dire, da quello che conosco dei suoi scritti, che aveva veramente notevoli problemi con le donne e con il sesso. Quanto poi della sessuofobia cattolica sia dovuto a lui, non saprei dire. E’ comunque un fatto che l’idea di vita monacale votata alla castità, basata sull’idea che questa sia moralmente superiore alla vita coniugale, nell’ebraismo non è mai esistita: il precetto base dell’ebraismo rimane sempre il “crescete e moltiplicatevi”, e per moltiplicarsi, non ci sono santi, bisogna proprio scopare.

    • Per quello che so io, non credo che nei primi 1000 anni di cristianesimo ci sia stata una grande differenza, su questo argomento, fra ebraismo e cristianesimo. Il concetto di peccato come ancora oggi esiste nella chiesa di Roma si è sviluppato nel basso medio evo, più o meno in coincidenza con la creazione ex novo del Purgatorio.

      • Fino a quell’epoca in effetti ai preti era consentito sposarsi, però mi sembra che dopo i primissimi decenni – quando quelli che credevano che Gesù fosse il messia si chiamavano “giudei-cristiani”, in quanto quella convinzione era l’unica cosa che li differenziava dagli altri ebrei – il cristianesimo abbia fatto di tutto per differenziarsi il più possibile dall’ebraismo, dal cancellare tutti i 613 precetti al manomettere i dieci comandamenti ecc. Però sarebbe da approfondire effettivamente.

        • Il cristianesimo si adattò al mondo nel quale andava insediandosi e a Roma era già presente una risposta alla dissolutezza dei costumi ormai dilagante. Reazione non solo politica, ma anche culturale.
          La “sobrietà” dei costumi sessuali giudaici: condanna del meretricio e della sodomia, per esempio, tornò utile per la diffusione quanto risultarono un problema altre consuetudini, si veda l’iconoclastia solo per dirne una.
          A proposito del “giudei-cristiani” che segnali quando nelle chiacchiere, piuttosto leggere in verità, sostengo d’essere un ebreo eretico proprio a questo mi riferisco risultando,però poco convincente.
          Purtroppo, nonostante il numero limitato delle mie letture, ho una memoria che mi complica molto le cose, proverò in tempi non biblici di dare dei titoli sull’argomento.

        • Diarmaid MacCulloch, Storia del Cristianesimo: i primi 3000 anni.

  6. Proverò “a” dare. Sulla punteggiatura abbiate pietà.

  7. Giovanni: iconoclastia era quella della riforma protestante. Gli ebrei non avevano bisogno di distruggere le immagini perché non ne avevano proprio. E’ stato il cristianesimo a introdurle per adattarsi, come dicevi tu, ai costumi dei pagani per i quali era impensabile pregare senza un’immagine a cui rivolgersi, e per questo ha dovuto manomettere i dieci comandamenti eliminando quello che vieta di pregare di fronte a immagini.
    Erasmo: quanti anni?!

  8. “Diarmaid MacCulloch, Storia del Cristianesimo: i primi 3000 anni.”
    A me risulta solo in lingua originale. Sbaglio?

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