Qualcuno lo argini

Allora:

Confermata per il 19 ottobre la beatificazione di Papa Paolo VI, il Pontefice ha invitato oggi i laici cattolici degli istituti secolari a pregare perché procedano anche le cause canoniche per La Pira e Armida Barelli. “Gridate per questi due come il popolo ha fatto; ha gridato ‘santo subito’ e poco dopo è stato fatto santo” Wojtyla, li ha esortati e poi: “Siate rivoluzionari”. (Televideo)

 

Non so da che parte cominciare. Credo sia inutile specificare che il Papa può fare santo chi gli pare. La modalità che qui viene incoraggiata (acclamazione) non mi pare sia prevista dal diritto canonico, ma prima di tutto sono ignorante in materia, e in secondo luogo i “rivoluzionari” si pongono per definizione al di fuori del diritto vigente.

Che La Pira, sindaco di Firenze, fosse definito in vita “il sindaco santo” è una verità. Temo si trattasse di definizione ironica, ma si sa che queste sfumature nel tempo sbiadiscono. Si dovrebbe, tuttavia, porre un argine qualsiasi a questa smania di beatificazioni, anche perché, entrando in area democristiana, il passo verso Sant’Amintore e San Giulio potrebbe essere molto breve.

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18 commenti to “Qualcuno lo argini”

  1. Per non parlare di santa Paola e santa Rosy.

  2. Ma una volta non erano i martiri ad essere santificati?

    • Ignoranza scusabile, visto che è improbabile che tu sia mai stata a catechismo. I martiri hanno più probabilità, come pure le vergini. Ma si può benissimo essere superati da un crapulone pentito.
      Nel caso dovessi essere interessata, temo che anche in caso di conversione le tue chances sarebbero limitate. Gli ultimi casi di ebrei beatificati risalgono a 2000 anni fa, e con una forte prevalenza maschile.

  3. I superstiziosi che adorano San Cristoforo scriveva uno, un monaco.

  4. Hai dimenticato san Grillo, chiaramente per acclamazione popolare, però via web.

  5. Fino al VI secolo si poteva diventare santo per acclamazione, sarà che Bergoglio prema per un ritorno alle origini anche riguardo alla procedura di canonizzazione. Scherzo, ovviamente. Se è vero, infatti, che il Pontefice “ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente” (CDC, can. 331), è altrettanto vero che, per avere valenza giurisdizionale, ogni suo atto in deroga al CDC deve essere formalizzato in un decreto per motu proprio. Per beatificare Paolo VI, insomma, Bergoglio non avrebbe alcun bisogno che i fedeli gli strepitino sotto la finestra “Montini santo subito”, come esorta a fare. E’ evidente, anche in questo caso, che è assai più debole di quanto rappresentato dalla sovraesposizione mediatica e che usa strumenti da basso demagogo per montare sull’onda che sollecita, finché ci riesce. In quanto a La Pira, almeno per ciò che ho letto, la fama che fosse santo lo accompagnò già in vita: era notazione ironica nei suoi avversari politici (Roderigo di Castiglia su Rinascita e Fortebraccio su l’Unità, soprattutto), ma di una reputazione consolidata fra i suoi sostenitori.

    • Grazie per i chiarimenti in tema di diritto canonico. Visto che alla discussione hanno partecipato finora solo ebrei e miscredenti, le chances di rinvenire queste nozioni erano prossime a zero.
      Per quanto riguarda La Pira, Montanelli raccontava che in casa Fanfani si raccoglievano sue reliquie mentre lui era ancora in vita.

      • Sì, infatti. Per quanto riguarda la santità della Madonna, invece, occorre dire che non da subito fu considerata santa. Se è vero, infatti, che già nei Vangeli è proclamata beata, sulla sua santità si bega fino al IV secolo come documenta la nota polemica tra Agostino e Pelagio.

        • Infatti è nel IV secolo che viene proclamata la divinità di Cristo: fino a quel momento era stata la madre di una persona molto speciale, ma pur sempre umana. A partire da quel momento cambiano un bel po’ di cose, e nasce tra l’altro l’esigenza di spiegare quei “fratelli di Gesù” di cui parla il vangelo di Luca, ormai impossibile da eliminare essendo stato scelto già da parecchi decenni fra i canonici. La cosa viene risolta in due modi: sostenendo che Giuseppe sarebbe stato vedovo e avrebbe sposato la madonna in seconde nozze (da cui l’iconografia che vede un Giuseppe vecchio) e inventando che in ebraico si userebbe la stessa parola per fratello e cugino (mentre fratello è ach e cugino ben dod).

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